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Fontaine Stravinsky © Luana De Micco

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Fontaine Stravinsky © Luana De Micco

E ora a Parigi anche 95 fontane

La città ha stanziato 32,5 milioni di euro: dopo chiese e teatri, nell’«anno delle fontane» è la volta del restauro di questi trascurati monumenti

Luana De Micco

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Le sculture di Niki de Saint Phalle e Jean Tinguely che compongono la famosa Fontaine Stravinsky, nella piazzetta omonima accanto al Centre Pompidou, sono state smontate. Inaugurata nel 1983, la fontana, un allegro balletto di giochi d’acqua e sculture in movimento (ma spesso ferme), è oggetto di un cantiere di restauro che durerà fino alla primavera e che prevede la rimozione dell’amianto, l’impermeabilizzazione della vasca e la modernizzazione del sistema idraulico, meccanico ed elettrico.

Le 16 opere (7 sculture mobili di Tinguely, 6 figure in resina di Saint Phalle e 3 sculture realizzate a quattro mani), ispirate alla «Sagra della primavera» di Igor Stravinskij, sono state trasferite nei depositi del Musée de l’Air et de l’Espace a Dugny per essere restaurate. Costo totale dell’operazione: 1,6 milioni di euro. Dopo aver avviato la ristrutturazione delle sue chiese e dei suoi teatri (ancora in corso), Parigi ha deciso di ridare lustro anche a 95 fontane, di cui da anni gli storici dell’arte mettono in evidenza lo stato di degrado e abbandono.

Nel 2022 la città ha stanziato 32,5 milioni per la conservazione del suo patrimonio. Nei mesi scorsi sono stati condotti degli studi sulla Fontaine des Innocents, in place Joachim-du-Bellay, nel quartiere di Les Halles, una delle più antiche della città. Costruita nel 1549 dall’architetto Pierre Lescot e decorata da Jean Goujon, monumento storico dal 1862, nel tempo la fontana è stata più volte spostata e modificata.

Del suo restauro, divenuto urgente, si parla da anni (gli ultimi interventi risalgono al 1970). Dalla caratteristica forma a edicola, la fontana oggi presenta importanti alterazioni dovute alle intemperie, all’inquinamento e alla corrosione dell’acqua. Il comitato scientifico, costituito anche da conservatori del Louvre e del Musée Carnavalet, ha deciso di ricoverare al Louvre o al Carnavalet i bassorilievi di naiadi, opera di Goujon, per sostituirli con copie.
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Il restauro inizierà nel luglio 2023 e durerà un anno. Budget: 5 milioni di euro, a cui si aggiunge un milione per l’allestimento di spazi verdi sulla piazza. Durante l’estate si è lavorato anche alla Fontaine Molière di place Mireille costruita nel 1844 sotto la direzione dell’architetto Louis Visconti. La statua bronzea di Molière, dello sculture Bernard Seurre, poggia su un piedistallo di marmo decorato con allegorie. Per il restauro delle sculture, la modernizzazione del sistema idraulico e la nuova illuminazione sono stati stanziati 300mila euro.

È previsto il recupero anche di altre celebri fontane, come la Fontaine des Orateurs Sacrés, nel piazzale della Chiesa di Saint-Sulpice, costruita tra il 1843 e il 1848, la monumentale Fontaine des Quatre-Saisons, in rue de Grenelle, costruita tra il 1739 e il 1745 da Edmé Bouchardon, scultore reale di Luigi XV, e la Fontaine du Palmier, in place du Châtelet, voluta nel 1806 da Napoleone I, con la colonna centrale e le quattro sfingi alla sua base.

Parigi ha fatto del 2022 l’«anno delle fontane», anche perché ricorrono i 150 anni delle famose Fontaines Wallace, uno degli emblemi della città. Disegnate dallo scultore Charles Auguste Lebourg, prendono il nome del filantropo britannico Richard Wallace che le regalò alla città dopo la guerra del 1870: la prima fu installata sul boulevard de la Villette nel 1872; oggi se ne contano 106.

La Sfinge della Fontaine du Palmier © DR

Luana De Micco, 21 ottobre 2022 | © Riproduzione riservata

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