Dora Maar alla Tate Modern

La prima retrospettiva britannica della prolifica artista

«Liberty», 1936, fotografia di Dora Maar (particolare). Collezione Therond. © ADAGP, Parigi e DACS, Londra 2019
Federico Florian |  | Londra

Fra le ragioni per cui è nota ai più è la sua relazione con Pablo Picasso, alla quale si ispirò per dipingere la sua celeberrima «Donna che piange». Ma Dora Maar (1907-97), nata Henriette Théodora Markovitch, fu anche una straordinaria e prolifica artista, le cui fotografie e fotomontaggi l’hanno resa un’icona del movimento surrealista.

Tutto cominciò nell’anno 1931, quando Maar aprì a Parigi, insieme allo scenografo Pierre Kéfer, uno studio specializzato in ritrattistica, fotografia di moda e pubblicità. Questi primi lavori di natura commerciale, come l’immagine pubblicitaria per una crema idratante degli anni Trenta realizzata sovrapponendo due negativi fotografici, sono alcune fra le opere in mostra alla Tate Modern, che dal 20 novembre al 15 marzo le dedica la prima retrospettiva britannica, precedente alla tappa americana al Getty di Los Angeles (nella primavera del 2020).

Oltre 200 i
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