Dopo 35 anni Burri si prende tutto il Guggenheim

La grande mostra newyorkese per il centenario dell'artista di Città di Castello si snoderà in tutte e sei le rampe del museo: 100 opere, dai primi Catrami agli ultimi Cellotex

Alberto Burri, «Rosso gobbo», 1953, Collezione privata, Roma 2014 Artists Rights Society (ARS), New York/SIAE, Rome
Ada Masoero |

Milano. È stata presentata ieri a Milano, sotto l’affresco di Giovanni Battista Tiepolo in Palazzo Clerici, la mostra curata da Emily Braun (con Megan Fontanella e Carol Stringari) che il Solomon R. Guggenheim Museum di New York dedica dal 9 ottobre al 6 gennaio prossimi ad Alberto Burri (1915-95), nel centenario della nascita: cento opere capitali, riunite in quella che è la più grande rassegna dell’artista mai realizzata negli Stati Uniti: «Sono trascorsi 35 anni dall’ultima retrospettiva di Burri al Guggenheim di New York, ma allora la mostra occupava tre sole rampe del museo, ha precisato Emily Braun. Ora invece il percorso si snoderà su tutte le sei rampe, esponendo opere che dai primi “Catrami” giungeranno fino ai “Cellotex” degli ultimi anni».
Intitolata «The Trauma of Painting» e realizzata in collaborazione con la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri presieduta da
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata Alberto Burri, «Grande cretto nero », 1977, 149.5 x 249.5 cm Musée national d’art moderne, Centre Georges Pompidou, Paris, Gift of the artist, 1978 © 2014 Artists Rights Society (ARS), New York/SIAE, Rome Photo: Courtesy Musée national d’art moderne, Centre Georges Pompidou, Paris © CNAC/MNAM/Dist. RMN-Grand Palais/Art Resource, New York Bruno Corà, Francesca Lavazza, Emily Braun e Richard Armstrong alla presentazione milanese della mostra di Burri. Foto: © Andrea Guermani
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