Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

«Studio di un angelo» di Ludovico Carracci. © Beaux-Arts de Paris

Image

«Studio di un angelo» di Ludovico Carracci. © Beaux-Arts de Paris

Disegnati a Bologna

Al Palais des Beaux-Arts fogli sei e settecenteschi della scuola felsinea e un allestimento di calchi di artisti contemporanei

Luana De Micco

Leggi i suoi articoli

Parigi. Una trentina di disegni della scuola bolognese, alcuni mai esposti prima, appartenenti ai fondi del Palais des Beaux-Arts de Paris, sono presentati al Cabinet des dessins Jean Bonna dal 24 gennaio al 10 aprile nella mostra «Il disegno a Bologna».

L’istituzione parigina della rue Bonaparte si interessa alla Bologna manierista, culla del Barocco: «Riunendo studi di composizione o di figure destinate a quadri o a grandi decori, la mostra propone di illustrare la varietà dei generi trattati dagli artisti bolognesi del XVI e XVII secolo, dai manieristi Biagio Pupini o Bartolomeo Passero fino ai pittori barocchi più celebri», precisa il museo. Dei Carracci sono allestiti diversi fogli, di cui alcuni inediti, che «mettono in risalto le loro invenzioni sia nel genere del paesaggio che del grande decoro».

Del Guercino sono allestiti studi di paesaggio e figure umane, di Simone Cantarini disegni a tema religioso. Sono presentate anche opere del Domenichino, di Elisabetta Sirani e Giovanni Antonio Burrini, allievo dei Carracci, che sviluppò l’arte della caricatura.

Il Palais des Beaux-Arts presenta ancora fino al 16 febbraio anche la mostra «Sculture infinite. La collezione dei calchi all’era del digitale». La mostra, realizzata in collaborazione con il Museu Calouste Gulbenkian di Lisbona, il Louvre e la reggia di Versailles, parte dall’idea che «la tecnica del calco, da una decina d’anni, è tornata attuale» grazie al digitale e alla duplicazione dei modelli.

Una riflessione che passa per i lavori di sedici artisti contemporanei, tra cui Michael Dean, Jumana Manna, Charlotte Moth, Jean-Luc Moulène, Xavier Veilhan e ancora Francisco Tropa e Steven Claydon, che si interessano alla tecnica della «replicazione». Le loro opere sono esposte in dialogo con le collezioni di calchi dell’800 del museo parigino e della Faculdade de Belas Artes di Lisbona.

Luana De Micco, 23 gennaio 2020 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Nel 1668 il sovrano commissionò a Charles Le Brun un ciclo di 92 manufatti, destinati a coprire il pavimento della galleria che collegava il Louvre al palazzo delle Tuileries. Ma con lo spostamento della corte a Versailles i preziosi «giganti» tessili non furono mai posati e col tempo la serie andò in parte distrutta. Oggi i pezzi superstiti sono al centro di un’irripetibile mostra

A Parigi un’ampia retrospettiva (180 opere) sui cinquant’anni di attività del fotografo inglese recentemente scomparso e una monografica di una delle voci più incisive della fotografia sudafricana 

La prima personale a Parigi dell’artista afroamericano sarà ospitata da Gagosian in un momento storico in cui il concetto di «follia americana» torna seriamente attuale e si avvicina il 250mo anniversario dell’Independence Day

Il fondatore di una delle realtà più note in questo settore di mercato fa un bilancio degli ultimi tre decenni, rilevando come il collezionismo sia cambiato a partire dai clienti che spesso inseguono la riconoscibilità immediata delle opere

Disegnati a Bologna | Luana De Micco

Disegnati a Bologna | Luana De Micco