Dieci storie ispirate da Hopper

Carlotta Venegoni |

«È il vuoto che resta negli occhi. Vuota è la vetrata del bar, vuota è la strada, vuota la casa di fronte, le finestre. Troppa luce. Eccessiva per essere una notte del ’42. Dentro al bar c’è Glenda, perché lei si chiama Glenda. Lui è Rudy, lo si capisce dal Borsalino adagiato morbido sulle orecchie. L’altro, lo vediamo di spalle, ha un nome tutto suo e se lo tiene per sé». È così che Michele Mozzati immagina la storia incuneata in una delle opere più celebri del pittore statunitense Edward Hopper, «Nighthawks». Luce con muri è un piccolo libro composto di dieci brevi storie ispirate a quadri di Hopper e alle emozioni che questi sono capaci di indurre. Ogni opera dell’artista statunitense è caratterizzata dal silenzio, dall’incomunicabilità tra i personaggi, dall’attesa, dalla luce mai diffusa, nata per sottolineare ombre e creare violenti contrasti. Opere vicine all’arte
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