Dalla cucuzza ai flussi digitali

Le tre sezioni di Manifesta, tra giardinaggio, alimentazione e globalità: più di quaranta artisti in oltre quindici sedi

Palazzo Costantino a Palermo, una delle sedi di Manifesta 12. © Manifesta, foto CAVE Studio
Micaela Deiana |  | Palermo

Tre sezioni articolate in oltre quindici sedi con più di quaranta artisti, più un public program, 62 progetti collaterali e 15 progetti del programma 5x5x5. Questi i numeri di Manifesta 12.

La prima sezione della mostra principale s’intitola «Garden of Flows». Sviluppa il tema della tossicità e delle piante, e riflette sul bene comune attraverso la cultura del giardinaggio. La sede centrale è l’Orto Botanico, dove ci sono opere di Khalil Rabah, Alberto Baraya, Bo Zheng, Toyin Ojih Odutola, Michael Wang, Malin Franzen, Lungiswa Gqunta. Leone Contini ha creato nell’ex giardino coloniale dell’Orto Botanico un pergolato di coltivazione della cucuzza (una zucca estiva, pilastro della cucina siciliana), che qui coabita con le sue omologhe bengalesi, srilankesi, filippine, turche e cinesi.

Il tema della alimentazione come snodo culturale ritorna con la Cooking Section nelle sedi Spasimo, Volpe Astuta e
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