Da Reggio alla Reggia nel Viale Umberto I

Lavori di riqualificazione delle aree verdi e di restauro delle fontane e degli obelischi per lo «stradone»

Reggia di Rivalta
Stefano Luppi |  | Reggio Emilia

Grazie a un progetto comunale di 1,8 milioni di euro, l’attuale viale Umberto I, ideato a fine Settecento dall’architetto e ingegnere ducale Ludovico Bolognini che lo definì «delizioso passeggio fuori di Porta Castello» e noto per generazioni di reggiani come lo «stradone», viene riqualificato attraverso il posizionamento di verde e il restauro di fontane e obelischi originari lungo il percorso, nonché la ricollocazione delle statue delle Quattro stagioni attribuibili forse a Giuseppe Re o Giambattista Bolognini. La vasta strada collegava Reggio Emilia alla Reggia di Rivalta, la residenza di campagna della famiglia d’Este, costruita a partire dal 1724 su un precedente edificio e abbandonata un secolo dopo.

Di questi lavori di riqualificazione di un’area di 32mila metri quadrati con una lunghezza di oltre 500 metri e una larghezza media di 65, si sono occupati Massimo Magnani, Roberto Denti e Giuseppe Baldi: «La realizzazione dello stradone ducale, riassumono, fu commissionata dal duca di Modena e Reggio Ercole III d’Este all’ingegnere e architetto Bolognini nel 1788 e i lavori si conclusero nel 1791. Fu creato un unico paesaggio architettonico con l’obiettivo di produrre, come scrive lo stesso ingegnere, “un colpo di vista e di prospettiva”: si presentava come una scenografia verde costituita da quattro filari di pioppi disposti in modo da suddividere lo spazio in tre settori, la parte al centro e i due parterre laterali adornati appunto da fontane, statue e obelischi. Anche se tutto ciò ebbe vita breve, avendo subito modifiche già nel 1816, il viale anticipò il ruolo dei giardini pubblici, i boulevard».

Immersa in un gigantesco parco, la Reggia di Rivalta cui conduce il viale è rimasta abbandonata per circa due secoli prima di divenire, nel 2004, proprietà del Comune che ha subito provveduto al rifacimento delle coperture e dei parcheggi. Attualmente sono in corso restauro, recupero funzionale e valorizzazione delle vestigia settecentesche superstiti nell’ala sud del vasto complesso ispirato ai modelli di Versailles e Colorno: l’intervento, da 2 milioni di euro cui si aggiungono 6,8 milioni dedicati al circostante parco di 26 ettari, è finanziato dal Ministero della Cultura (Progetto Ducato Estense) con coordinamento di Giorgio Adelmo Bertani e Francesca Vezzali e, per il parco, Giampaolo Lenarduzzi e Francesco Garofalo: «Ci siamo concentrati, spiegano, sul consolidamento delle strutture, sulla realizzazione degli impianti e sulla conservazione delle facciate. All’interno abbiamo restaurato decorazioni trompe l’œil, come quelle del torrione est realizzate dal pittore modenese Giacinto Venturi, intonaci e pavimenti. Si aggiunge all’esterno il recupero delle grotte, del muro di cinta, della fontana ovale, del belvedere, di un giardino segreto e della scalinata che collegava parco e corte venuta alla luce qualche anno fa».

© Riproduzione riservata Veduta aerea del parco della Reggia di Rivalta
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