Crescere inadeguati

Nairy Baghramian per la prima volta in un’istituzione italiana grazie a Fondazione Furla e Gam di Milano

Nairy Baghramian, «Jumbled Alphabet», 2021 (particolare)
Ada Masoero |  | Milano

Iraniana di nascita (nel 1971) ma dal 1984 di base a Berlino, Nairy Baghramian giunge per la prima volta in un’istituzione italiana grazie a Fondazione Furla e alla Gam-Galleria d’Arte Moderna di Milano, dove fino al 26 settembre va in scena la sua personale «Misfits», pensata proprio per questi spazi e curata da Bruna Roccasalva.

Incuriosita dal magnifico giardino che circonda la sede neoclassica della Gam, in cui gli adulti possono entrare solo se in compagnia di bambini, la Baghramian ha riflettuto sul senso d’inadeguatezza, disadattamento, delusione, che accompagna la crescita, e spesso anche il processo creativo dell’artista, e ha creato un percorso in cui i suoi lavori si presentano come oggetti ludici fatti di forme a incastro un po’ incerte.

Si tratta di sculture di marmo e di alluminio dipinto, pensate per abitare gli spazi interni ed esterni del museo, coerentemente con il suo pensiero che la porta a indugiare sull’analisi del rapporto che lega l’oggetto estetico e la cornice istituzionale che lo ospita. La mostra fa parte del progetto Furla Series, frutto della collaborazione tra Fondazione Furla e Gam, qui con il sostegno di Fondazione Henraux per la produzione delle opere di marmo.

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