Crediamo a quello che vediamo

Caline Aoun contro il mondo globalizzato delle immagini

Caline Aoun. © Luis Do Rosario © Cortesia della Fondazione MaXXI
Francesca Petretto |  | Berlino

Ha appena compiuto il suo primo anno di vita il Palais Populaire di Berlino, forum di arte, cultura e sport, portando a casa un bilancio piuttosto positivo quanto ad attività ed eventi di valore e relativo numero di visitatori. Eccolo ospitare, dal 15 novembre fino al 2 marzo dell’anno venturo, la personale della vincitrice del premio Deutsche Bank’s Artist of the Year 2018-19 istituito ogni anno dal colosso bancario qui padrone di casa: è l’artista libanese Caline Aoun (Beirut, 1983) già nota in Italia per la sua prima assoluta al MaXXI di Roma nell’autunno 2018.

Con questa intitolata «Caline Aoun: seeing is believing», qualcosa come il nostro italiano «vedere per credere», torna un anno dopo a esibirsi a Berlino, cercando nuovi dialoghi con i diversi ambienti museali che ha a disposizione. La Aoun fa parte di una generazione di giovani libanesi cresciuti all’estero dopo lo scoppio della
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