Corpi di vetro, spettri su velluto

Nella sede parigina di David Zwirner le sculture di Andra Ursuţa che illustrano il lato più oscuro delle società moderne

Andra Ursuţa, «Predators 'R Us», 2020 © Andra Ursuţa. Courtesy the artist and David Zwirner. Foto Dario Lasagni
 |  | Parigi

La galleria David Zwirner della rue Vieille du Temple presenta «Void Fill», prima personale in Francia di Andra Ursuţa, artista rumena (Salonta, 1979) che si è fatta notare in una collettiva alla 58ma Biennale di Venezia, nel 2019, con le sue sculture che illustrano il lato più oscuro delle società moderne. La galleria espone (dal 4 settembre al 9 ottobre) un gruppo di opere recenti in vetro, realizzate proprio a partire dai lavori presentati a Venezia.

Andra Ursuţa, originaria della Transilvania, ma dal 1997 di base negli Stati Uniti, attinge alla cultura popolare della sua terra d’origine, alla sua infanzia e alla sue memorie personali, ma anche alla realtà odierna più buia, dagli estremismi, esplorando le strategie di propaganda dei terroristi dell’Isis, ai femminicidi e alla degradazione del corpo della donna.

L’artista mescola media diversi, associa tecniche scultoree tradizionali all’uso di tecnologie all’avanguardia. Realizza delle scansioni in 3D del proprio corpo che assembla con tubi di plastica, scatole, costumi per Halloween e altri materiali, per catturare il tutto nel vetro traslucido, che fa fondere lentamente, ottenendo un effetto marmoreo. Le sue installazioni, di tetra ironia, provocano lo spettatore, scuotendolo nella sua indifferenza. È allestita anche la serie «False Hope», costituita da nove nuovi fotogrammi su velluto, le cui immagini enigmatiche e spettrali ricordano la fotografia spiritica di fine Ottocento.

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