Controtempo Artissima | Maria Luisa Frisa

Interviste-quiz a personalità che frequentano la fiera di arte contemporanea

Maria Luisa Frisa. Foto Augusto Maurandi
Nicolas Ballario |  | Torino

La prossima edizione di Artissima si svolgerà dal 5 al 7 novembre 2021 (opening: 4 novembre) a Torino, sotto la guida di Ilaria Bonacossa. Unica fiera italiana esclusivamente dedicata all’arte contemporanea, Artissima si distingue nel panorama fieristico internazionale per la sua identità sperimentale, innovativa e sofisticata e per la proposta espositiva di alto livello.

La fiera 2021 si presenta con una formula nuova, composta da 4 sezioni presentate nel padiglione fieristico (Main Section, Dialogue/Monologue, New Entries, Art Spaces & Editions) e da 3 sezioni curate (Present Future, Back to the Future, Disegni) ospitate sia virtualmente sulla piattaforma digitale Artissima XYZ, sia fisicamente in uno spazio collettivo nel padiglione fieristico.

Ad attraversare simbolicamente le sezioni ci sarà un nuovo tema: il CONTROTEMPO, termine nato in ambito musicale e qui eletto a metafora della capacità dell’arte di battere sugli accenti deboli, trasformandoli in punti di forza e creando un contrasto con la voce dominante. L’arte in fondo ha sempre agito in un ‘controtempo emotivo e formale’ grazie a intuizioni capaci di anticipare il futuro cambiando le traiettorie di visione della realtà, scalzando i paradigmi e aprendo a interpretazioni e prospettive imprevedibili eppure imprescindibili. 

Il Giornale dell’Arte ha deciso di creare un piccolo «quiz» per chi la Fiera la frequenta. Una serie di interviste a personalità dei più svariati ambiti che ci accompagneranno fino all’apertura delle porte: oggi tocca a Maria Luisa Frisa.

La tua bio in 10 parole
Venezia, Firenze, We staff, noia, militanza, ribellione, lateralità, fuga, punk, curatela. Dovrebbero essere 10 precise, giusto?

In fiera da sola o accompagnata?
Da sola, perché mi concentro di più sulle cose.

Quella volta all’Oval…
In cui ho incontrato una persona speciale e sono andata via con lui…

Perché Torino è il posto giusto?
Perché è una Città con un rapporto molto particolare con l’arte contemporanea e parte della storia dell’arte degli ultimi anni è stata scritta a Torino. Ha avuto e ha gallerie molto importanti, nonché collezionisti strepitosi. E poi è sempre bello andare a Torino e passarci qualche giorno.

Il miglior posto a Torino per il dopo fiera?
Le case dei collezionisti che ti accolgono.

La personalità dell’arte che ammiri di più…
Sono molto affascinata dalla figura del curatore intesa come autore, come diceva Szeemann. Ecco quindi direi che tra le personalità che ammiro di più c’è proprio Harald Szeemann. E poi Germano Celant. A livello teorico il loro lascito è davvero importante. Poi Celant ha scritto cose sulla moda che per me sono state di grande ispirazione.

L’opera dei tuoi sogni?
La Vecchia di Giorgione, perché è misteriosa e per quel cartiglio che tiene in mano. Un giorno ho trovato una serie di cartoline con la foto di quel dettaglio, dove c’è scritto «Col tempo». Già solo quel particolare per me è una cosa pazzesca.

L’arte è controtempo perché…
Credo che questo tema sia molto importante perché l’arte contemporanea è una mappatura di diverse situazioni che a volte sembrano, se circostanziate al singolo momento, poco importanti. Poi, viste a distanza si illuminano e diventano altro. Quindi l’arte è controtempo perché ci obbliga a pensare al tempo in maniera diversa da come abbiamo sempre fatto: non possiamo giudicare al momento se un’opera è forte o debole, perché la grande arte contemporanea è una costellazione dove tutto, prima o poi, acquista un senso.

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