CONTINENTE ITALIA | La mappa di Lorenzo Bruni

Collezionisti, critici, curatori, direttori di museo ridefiniscono i confini di un paesaggio molto più vasto di quello spesso soffocato da alcuni meccanismi del sistema dell’arte | 22

Lorenzo Bruni |

Catherine Biocca (1984, Roma) per le sue video animazioni ed installazioni leggere quanto ironiche e crude che materializzano senza filtri le contraddizioni della cultura globale e virtuale attuale. Giulio Delvè (1984, Napoli) per i suoi assemblaggi e calchi di frammenti della realtà, come le foglie di palme, con cui riflette sul rapporto tra fare esperienza della cosa e la capacità di ri-immaginarla. Ludovica Carbotta (1982, Torino) perché gli spazi che ri-vitalizza con minimi elementi scultorei portano a riflettere sulle strategie con cui si viene a creare il senso di appartenenza ad una comunità specifica.

Tutti e tre gli artisti, molto diversi tra loro, a cui aggiungo Rebecca Moccia già citata nell'inchiesta precedente, indagano aspetti fondamentali come il senso di partecipazione nella attuale società post internet. Lo attuano senza retorica e senza cadere nella didattica museale. È un tema importante, quello di affidarsi al dialogo reale e non fittizio con facili slogan che trasudano solo egocentrismo, che hanno recepito anche i social media che per adesso hanno risposto con la piattaforma clubhouse (nessuna immagini o post solo conversazioni su temi di attualità).

Inoltre i tre artisti Biocca, Delvé e Carbotta riescono con le loro opere a superare con lucidità l'opposizione tra astrazione e figurazione producendo un antidoto fondamentale alle immagini esageratamente trasparenti e oggettive che costituiscono il nostro mondo e che proprio per questo abbassano le nostre capacità critiche e di dibattito su di esso.

In questa ottica l'artista da riscoprire che dagli anni '70 affronta questi argomenti è Gianni Melotti (1953, Firenze). Melotti, con operazioni concettuali come «Trentadue immagini di finta guerra» del 1973-77 fino alle opere in silicone di «Pelli/Pellicole» del 1987 o al recente ciclo fotografico del 2019 «Negative academic compositions» indaga il tema «dell'immagine latente» con grande coerenza come nessun altro a livello internazionale. Melotti è da studiare per completare l'altra faccia della medaglia della ricerca sulla fotografia processuale realizzata in Italia dal grande Franco Vaccari.

Una nota: da tenere sotto osservazione costante sono Grazia Toderi, Luisa Lambri e Paola Di Bello. Fanno parte della fascia del mid-career e quindi escluse da questa ricerca ma comunque talmente attuali che devono essere necessariamente citate.


CONTINENTE ITALIA
Una mappa dell'arte italiana nel 2021

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