Collezionista di culture

Da Massimodecarlo opere inedite del vietnamita-danese Danh Vo

Una veduta della mostra di Danh Vo da Massimodecarlo, Milano, 2021. Foto Nicholas Ash. Cortesia MASSIMODECARLO
Ada Masoero |  | Milano

MASSIMODECARLO ha aperto la nuova stagione espositiva milanese con una personale di Danh Vo, che resterà visibile nella sede spettacolare di viale Lombardia fino al 6 novembre. Vietnamita di nascita (nel 1975) e danese di formazione, essendo la sua famiglia fuggita dal Vietnam nel 1979 su una piccola barca costruita dal padre, che fu soccorsa da una nave danese, e poi attivo tra Berlino e Città del Messico, Danh Vo condensa e assembla nel suo lavoro, dopo averle decostruite, le suggestioni delle molte culture con cui è entrato in contatto.

Con il suo meticciato linguistico fecondo e ricco di simbologie affronta così, con uno sguardo mai convenzionale, le tematiche predilette del capitalismo e del colonialismo occidentali, del cattolicesimo e della sessualità, del patrimonio culturale e dell’identità. Per farlo, da vorace collezionista e accumulatore qual è, raccoglie fotografie, souvenir, frammenti di sculture antiche, manufatti religiosi di diverse culture, che intreccia a testimonianze della propria vita personale, e con essi costruisce poetiche installazioni in cui affronta e scandaglia le questioni universali dell’identità e dei paradossi della società occidentale.

I suoi lavori, esposti tra l’altro al Solomon R. Guggenheim Museum di New York nella personale «Take My Breath Away», 2018, alle Biennali di Venezia del 2013, 2015 (quando rappresentò la Danimarca) e 2019, e a quelle di Berlino del 2010 e 2014, gli hanno guadagnato una fama internazionale (è ora in corso una sua personale al Museo della Secessione di Vienna). Da MASSIMODECARLO Milano/Lombardia espone opere inedite site specific, come sempre sorprendenti per la capacità di risignificare gli oggetti disparati da cui sono composte, arricchendoli di valenze radicalmente nuove.

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