Collezionismo frivolo per millennial

Christie’s e Sotheby’s puntano su dipartimenti dedicati ai moderni oggetti di culto, dalle borse firmate alle sneaker per attirare nuovi clienti, molti dei quali giovani e orientali. Ma anche le case d’asta italiane non stanno a guardare

La maglia di Michael Jordan aggiudicata da Sotheby’s per 10,09 milioni di dollari, record per un cimelio sportivo indossato © Sotheby'
Elena Correggia |

Se, come diceva Oscar Wilde in un celebre aforisma, «Nulla è più necessario del superfluo», allora le case d’asta sono sulla strada giusta. Nell’ottica di ampliare la clientela, avvicinando anche chi è meno avvezzo al collezionismo d’arte e affini, le major stanno infatti diversificando sempre più le proprie categorie merceologiche. Il più variegato è il settore del lusso che accanto ai più tradizionali gioielli, orologi e vini ora vede spopolare abiti e accessori vintage, così come i memorabilia.

Poche settimane fa Christie’s ha aperto un nuovo dipartimento interamente dedicato agli oggetti da collezione di cultura pop, in primis scarpe da ginnastica «sneaker» e abbigliamento «streetwear». Una scelta che segue il crescente successo di questi articoli, soprattutto fra i giovani «millennial». Basti pensare che sempre Christie’s nel giugno scorso aveva battuto un’asta online dedicata a scarpe e accessori appartenuti a una leggenda del basket come Michael Jordan, totalizzando circa 1,5 milioni di dollari con sei lotti, mentre Sotheby’s, che già nel 2021 aveva un dipartimento simile, a settembre ha visto una vivace contesa per «The Last Dance», la maglia indossata sempre da Jordan per il Game 1 delle finali Nba del 1998.

A suon di rilanci l’indumento è stato aggiudicato per ben 10,09 milioni di dollari, segnando il record per un cimelio sportivo indossato. Se questi sono i picchi del mercato per oggetti appartenuti a personaggi famosi, anche nelle aste e nelle vendite dirette online scarpe e accessori di marchi come Nike, in tiratura limitata e frutto di collaborazioni con stilisti di grido possono raggiungere prezzi da poche migliaia perfino a qualche decina di migliaia di euro.

Collezionismo under 40
Benché Christie’s e Sotheby’s non rilascino un dato scorporato del fatturato delle singole sottocategorie di cui si compone la divisione «Luxury», è possibile riconoscere una tendenza di costante crescita. Da questa divisione Sotheby’s nel 2021 ha totalizzato oltre un miliardo di dollari, il 78% in più rispetto al 2020, con vendite di lotti per oltre un milione più che triplicate rispetto all’anno precedente. L’espansione dell’offerta ha incluso la prima vendita di vini e superalcolici in Francia, la prima vendita in presenza di superalcolici in Asia e la prima di sneaker sempre in Asia, oltre che le prime aste di orologi a Parigi.

Il potenziamento delle aste online, che ora sono i due terzi di quelle totali del comparto, è proseguito nel 2022, facilitando l’incremento della partecipazione dei collezionisti sotto i 40 anni che arrivano a rappresentare il 65% degli acquirenti delle aste di streetwear e «modern collectible». Per Sotheby’s poi i collezionisti asiatici rimangono i più grandi sostenitori del lusso, rappresentando più del 40% della clientela a livello globale. Non è un caso se il mese scorso è da Sotheby’s Hong Kong che si è tenuta la vendita del Williamson Pink Star, un diamante rosa di estrema purezza del peso di 11,15 carati che è stato aggiudicato per 57,7 milioni di dollari e che si è attestato come il secondo gioiello più caro mai battuto all’asta, preceduto solo dal CTF Pink Star, battuto da Sotheby’s a Hong Kong nel 2017 per 71,17 milioni di dollari.

Stessa direzione per Christie’s, che nel 2021 ha raccolto 736,1 milioni di dollari dalle aste di beni di lusso (gioielli, orologi, vini e borse) e 240 milioni circa dalle vendite dirette private, per un totale complessivo di 980 milioni, il 153% in più del 2020. Il rafforzamento delle aste multicanali e di quelle solo online ha contribuito a questo obiettivo.

Nel settore delle borse e degli accessori i millennial hanno rappresentato il 43% della clientela di Christie’s e la piazza di Hong Kong rimane fra le più vivaci. Qui nel novembre 2021 è stato battuto il record assoluto per una borsa all’incanto con la Himalaya Diamond Kelly 28 di Hermès, aggiudicata per oltre 515mila dollari. In crescita anche le cifre del primo semestre del 2022 con un totale per le aste del lusso di 413,3 milioni di dollari (+ 18% rispetto al primo semestre 2021). Da segnalare in particolare le aste di vini per 57,8 milioni, un incremento del 234% in rapporto allo stesso periodo del 2021 a cui ha contribuito la vendita «The Visionary’s Spectacular Cellar» proveniente da un unico collezionista che ha sancito il totale più alto mai raggiunto da Christie’s nella categoria, pari a 19,6 milioni.
La borsa Kelly di Hermès venduta da Christie’s per 515mila dollari © Christie’s Images Ltd. 2022
Che cosa accade in Italia
Se questi sono i numeri salienti a livello globale, anche in Italia molte realtà puntano sulla diversificazione. Fra queste Wannenes, che pur tradizionalmente vocata al mondo dell’arte e dei dipinti antichi, ha da qualche anno aperto anche una sede nel Principato di Monaco, dove organizza aste di gioielli e orologi. Nel primo semestre 2022 il dipartimento di gioielli ha totalizzato 5,38 milioni di euro (con tre aste di cui due sul web e una fisica), più che raddoppiando il totale complessivo di tutto il 2021 (pari a 2,6 milioni). Bene anche gli orologi che hanno raccolto 1,45 milioni (con due aste fisiche una a Milano e una a Montecarlo) in crescita di circa il 19% rispetto al primo semestre 2021.

«La scelta di aprire a Monaco è stata strategica perché ci permette di avvicinarci a un pubblico internazionale», afferma Maurizio Piumatti, direttore generale di Wannenes. «Nel primo semestre dell’anno per gioielli e orologi la nostra clientela in termini di valore è stata per il 50% proveniente dall’Estremo Oriente, per il 35% da altri Paesi stranieri mentre l’Italia ha rappresentato il 15%». Il top lot 2022 del comparto finora è stato un paio di orecchini in oro e diamanti con due grandi zaffiri del Kashmir stimati 400-600mila euro e aggiudicati nel luglio scorso a Monaco per oltre 1,7 milioni.

I dipartimenti di fashion vintage sono sempre più diffusi, ma pioniera in Italia è stata Il Ponte con una prima vendita di capi Yves Saint Laurent nel 2000 e poi con l’apertura nel 2010 del dipartimento che in quell’anno mise all’incanto il guardaroba di Evelina Levi Broglio. L’attività è cresciuta nel tempo e nel 2022 sono stati venduti gli abiti e accessori dell’attrice Valentina Cortese, mentre il mese scorso la collezione privata di Alba Figueras de la Parte, cofondatrice di Her-Age, una piattaforma online per la rivendita di capi vintage firmati e gli abiti di una nobildonna piemontese. Quest’ultima asta ha visto un vestito lungo da sera di Valentino aggiudicato per 4.375 euro e una borsa Kelly di Hermès degli anni ’70 che ha cambiato proprietario per 7.500 euro.

«Borse e accessori rappresentano gli oggetti più richiesti, meno vincolanti rispetto magari a un abito confezionato su una taglia specifica ma assai iconici: in particolare le borse Hermès, soprattutto le Kelly e le Birkin che a seconda di colore, materiale, edizione e rarità possono raggiungere sul mercato italiano da poche migliaia fino anche a qualche decina di migliaia di euro e poi i marchi Gucci e Louis Vuitton», afferma Rossella Novarini, direttore generale di Il Ponte. «Per gli abiti si punta sul vintage storicizzato e su articoli unici con firme come per esempio Chanel, Gucci, Valentino, Yves Saint Laurent, ma anche su Roberto Capucci, la cui straordinarietà sartoriale per i suoi abiti scultura dimostra come la moda, al suo apice, sia avvicinabile a un’opera d’arte».

Un settore che sta coinvolgendo un pubblico sempre più ampio ed esigente è quello dei vini da collezione. La casa d’aste Pandolfini, cheorganizza incanti in Italia dal 1999, ha visto una trasformazione del mercato con collezionisti oggi assai attenti nella ricerca di bottiglie in basse tirature, annate rare o vini prodotti con uve particolari, aspetti che oltre alla qualità accrescono il valore delle bottiglie. «Per i vini da collezione italiani i più richiesti si confermano i Super Tuscans come Sassicaia, Masseto, Solaia, Ornellaia e i piemontesi più noti, come ad esempio il Barolo Monfortino o il Barolo riserva di Bruno Giacosa», commenta Francesco Tanzi, capo dipartimento di vini pregiati e da collezione di Pandolfini.

Fra le etichette estere quelle francesi mantengono il loro primato con una produzione limitata e fra queste svettano i Domaine della Borgogna come Romanée Conti e Leroy. Di quest’ultimo un Musigny domaine Leroy 2008, Côte de Nuits, grand cru è stato venduto lo scorso aprile per 67.375 euro (da una stima minima di 30mila). La clientela di Pandolfini, anche grazie alla piattaforma per fare offerte online, si è allargata a livello internazionale dall’Europa (soprattutto Francia, Germania, Olanda) agli Stati Uniti e all’Oriente. Accanto ai privati che comprano per arricchire la propria cantina cresce il numero degli operatori del settore (il 60% circa della clientela): ristoratori italiani e stranieri ma anche broker e fondi di investimento.

Primo esperimento italiano infine per un’asta di sneaker condotta da Finarte nel giugno scorso con il 60% dei lotti venduti. Le cifre non sono quelle da capogiro del mercato internazionale ma la domanda dall’estero c’era e ha supportato i risultati. Top lot sono state due paia di Nike Air Force 1 Low Off-White: le Mca aggiudicate a 3.840 euro e le Air University Gold Metallic Silver a 2.500.

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