Cattedrali di alberi

Palazzo Morando riunisce cento opere di Federica Galli a 12 anni dalla scomparsa

Federica Galli, «Bosco Pisani Dossi, il terzo giorno», 1977
Ada Masoero |  | Milano

Palazzo Morando | Costume Moda Immagine fino al 27 giugno accoglie «Federica Galli | green Grand Tour». A 12 anni dalla scomparsa dell’artista (1932-2009), la mostra, curata da Lorenza Salamon e realizzata da Palazzo Morando e Fondazione Federica Galli, riunisce cento opere di una delle più autorevoli figure dell’arte incisoria del secolo passato, ineguagliata nell’omaggio reso alla natura e alla realtà rurale.

Lei del resto era nata a Soresina (Cremona), e in quel paesaggio era cresciuta sino a quando aveva imposto alla famiglia la volontà di trasferirsi a Milano per studiare all’Accademia di Brera. Nel percorso, allestito da Michele Piva, dopo la sala che documenta i suoi rapporti culturali e artistici (a partire da Giovanni Testori, che la plasmò), sfilano i suoi temi più cari: l’architettura rurale padana; il paesaggio di pianura e gli alberi, vere cattedrali vegetali da lei studiate e riprodotte con devozione sin dagli anni ’60, e poi lungo l’intera vita.

Fino a dar vita a quel «green Grand Tour» cui è intitolata la mostra. Chiudono il percorso gli omaggi a Milano (dai ruderi della guerra agli edifici del boom) e a Venezia, questi suggeriti da Testori e da Renzo Zorzi, con cui sfidava gli incisori dei secoli passati.

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