Catastrofi ecologiche alla Biennale di Istanbul

L’Antropocene è il tema centrale della XVI edizione, curata da Nicolas Bourriaud

Antrepo, una delle tre sedi in cui si svolge la Biennale di Istanbul. © Alper Tuzunoglu
Giuseppe Mancini |  | Istanbul

«La particolarità della Biennale di arte contemporanea di Istanbul è quella di esser stata la prima a non avere padiglioni nazionali; è una biennale d’autore». Questa originale impostazione ha spinto Nicolas Bourriaud, curatore della XVI edizione in programma dal 14 settembre al 10 novembre, a frequentarla sin dal 1989 e a presentare un progetto per quest’anno sul tema dell’Antropocene: una riflessione sulla «catastrofica promiscuità» tra uomini e natura nel contesto di un’antropizzazione galoppante che mette in pericolo la sopravvivenza del pianeta e i nostri stili di vita, sulle ibridazioni culturali e sulle reciproche fertilizzazioni artistiche innescate da incessanti correnti migratorie.

Come ha spiegato a «Il Giornale dell’Arte», Bourriaud considera la sua biennale come il punto di arrivo di un lavoro elaborato a partire dal 2013: «L’episodio finale che porta a compimento un
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