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Mostre

Cagli a Palazzo Cipolla

Oltre 200 le opere in mostra: dipinti, disegni, sculture, bozzetti, arazzi e grafiche

«Lo scacciapensieri», 1950, di Corrado Cagli. Collezione privata, Londra

Roma. Fin dagli esordi a Roma Corrado Cagli (1910-76) manifestò un talento poliedrico che dagli anni ’30 lo portò ad avere una posizione di guida. Tra le due guerre tracciò rotte in assonanza con lo spirito del tempo, pur mantenendo una propria indipendenza e, insieme a Sironi, fu punto di riferimento nel dibattito sulla pittura murale, arte esercitata con straordinari risultati.

Indagare e valutare da una corretta distanza la posizione di Cagli in quegli anni, è l’obiettivo della prima grande retrospettiva dell’artista a Roma dagli anni ’40; aperta a Palazzo Cipolla dall’8 novembre al 6 gennaio, è curata da Bruno Corà, promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale con l’Archivio Corrado Cagli e organizzata da Poema spa.

Oltre 200 le opere in mostra: un’ottantina di dipinti, un nucleo cospicuo di disegni, sculture, bozzetti (tra cui quelli per il monumento «La notte dei cristalli» di Göttingen), arazzi e grafiche. Notevole la sezione dedicata all’attività di scenografo e costumista, che vide Cagli collaborare con Stravinskij, Balanchine e la newyorkese Ballet Society.

L’itinerario espositivo inizia con la fase della Scuola romana (1928-38): lavori giovanili e i pannelli per l’Expo di Parigi del 1937, che pur celebrando gli italiani illustri, furono rimossi dal Regime, mentre scoppiava la campagna persecutoria ordita da Telesio Interlandi contro l’arte «giudaico-bolscevizzante».

A fine anni ’30 Cagli raggiunse New York, si arruolò nell’esercito americano e combatté in Europa. In Italia negli anni ’50 mantenne una posizione di primo piano, intrattenendo rapporti con gli Usa.

La mostra prosegue con le prove neometafisiche (nella foto «La nascita», 1947) enucleate a New York, esposte nel romano Studio Palma e causa di uno scontro col nascente gruppo Forma; gli studi sulla «Quarta dimensione» e i «Motivi cellulari» (1949), le «Metamorfosi» (1957-68), le «Variazioni orfiche» (1957), le «Carte» (1958-63), fino alle «Mutazioni modulari». Catalogo a cura di Bruno Corà e Giuseppe Briguglio dell’Archivio Cagli (Silvana Editoriale).

Francesca Romana Morelli, da Il Giornale dell'Arte numero 402, novembre 2019


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