Cagli a Palazzo Cipolla

Oltre 200 le opere in mostra: dipinti, disegni, sculture, bozzetti, arazzi e grafiche

«Lo scacciapensieri», 1950, di Corrado Cagli. Collezione privata, Londra
Francesca Romana Morelli |  | Roma

Fin dagli esordi a Roma Corrado Cagli (1910-76) manifestò un talento poliedrico che dagli anni ’30 lo portò ad avere una posizione di guida. Tra le due guerre tracciò rotte in assonanza con lo spirito del tempo, pur mantenendo una propria indipendenza e, insieme a Sironi, fu punto di riferimento nel dibattito sulla pittura murale, arte esercitata con straordinari risultati.

Indagare e valutare da una corretta distanza la posizione di Cagli in quegli anni, è l’obiettivo della prima grande retrospettiva dell’artista a Roma dagli anni ’40; aperta a Palazzo Cipolla dall’8 novembre al 6 gennaio, è curata da Bruno Corà, promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale con l’Archivio Corrado Cagli e organizzata da Poema spa.

Oltre 200 le opere in mostra: un’ottantina di dipinti, un nucleo cospicuo di disegni, sculture, bozzetti (tra cui quelli per il monumento «La notte dei cristalli» di
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