Brezza estiva alla Fabbrica del Vapore di Milano

La Cattedrale, grandioso edificio di archeologia industriale, si trasforma in un giardino interspecie dove video, corpi, dispositivi interattivi e installazioni sonore raccontano la complessità del mondo

«Il soffio sull’angelo» (1997) di Studio Azzurro
Ada Masoero |  | Milano

Si è avviata con il solstizio d’estate e si concluderà a ottobre la terza edizione di «Vapore d’estate», la programmazione estiva congiunta degli 11 laboratori di arti visive e performative che (con l’archivio Viafarini) si aprono nella Fabbrica del Vapore, spazio inclusivo del Comune di Milano.

Cuore del progetto, la Cattedrale, grandioso edificio di archeologia industriale dove va in scena la mostra «You will find me if you want me in the garden», che trasforma il luogo in un giardino interspecie dove video, corpi, dispositivi interattivi, installazioni sonore, raccontano la complessità del mondo.

Fra le installazioni, «Il soffio sull’angelo», 1997, fra i primi ambienti sensibili di Studio Azzurro, in cui tre grandi paracadute rovesciati, che fluttuano nell’aria, sono abitati da corpi elettronici che reagiscono al soffio dei visitatori. Sotto, i corpi reali della performance «Dieci giardini da non perdere» di Ariella Vidach-AiEP interagiscono con i corpi di creta dell’installazione sonora «Omaggio ad Alvin Lucier» di mdi ensemble, con i personaggi del video di Careof e con la mostra «FeMale» di Fragile Artists proposta da Fattoria Vittadini.

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