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Botti di fine anno

Le aste italiane di arte moderna e contemporanea a dicembre: da de Chirico a Fontana, da Boetti a Santomaso, da Manzoni ad Hartung

Michelangelo Pistoletto «Venere con pipa» (1973) litografia su acciaio inox in asta da Cambi il 4 dicembre 2018

Appuntamento di fine anno con le aste di arte moderna e contemporanea: il 3 dicembre, al Centro Svizzero di Milano, in via Palestro 2, Pandolfini batte un’asta dominata da Giorgio de Chirico, con «Trofei» (1928) stimato 500-800mila euro. Interessanti le due aeropitture di Giulio D’Anna (35-55mila euro) mentre per il dopoguerra si segnalano una carta con buchi, strappi e penna a sfera del 1949 di Lucio Fontana (14-24mila euro), un grande smalto e acrilico di Mario Schifano, metà anni ’70 (22-28mila euro) e un nucleo di lavori di Roberto Crippa (stime 25-55mila euro). Molte di esse provengono dalla collezione di una storica azienda italiana.

Il 4 dicembre è la volta di Cambi (via San Marco 22), con due tornate di arte moderna e contemporanea (340 lotti) e una di ceramiche di artisti italiani del Novecento. Fra le opere più preziose della prima s’impongono il grande ricamo di Alighiero Boetti «Il venticinquesimo giorno del terzo mese dell’anno millenovecentoottantotto», stimato 250-350mila euro; il grande «Paese» (1962) di Giuseppe Santomaso proposto a 90-120mila euro; l’olio di Piero Dorazio «Esquisse de Conversion» (1965; 65-75mila euro); la rara litografia su acciaio inox «Venere con pipa» (1973) di Michelangelo Pistoletto (60-80mila euro) e la tela estroflessa «Bianco» (1966) di Agostino Bonalumi (60-70mila). Sono però numerose, nel primo dei due cataloghi, le opere di buona qualità con stime ben più accessibili. Fra le 38 ceramiche in catalogo, segnaliamo per tutte la coppia di grandi «Leoni» (1936) da giardino in gres smaltato verde di Arturo Martini, presentata di recente in una mostra a «Gotha» di Parma, identica a quella che presidia l’atrio principale dell’Università Bocconi a Milano, valutata 60-80mila euro. Ma non mancano pezzi importanti, e dalle valutazioni più contenute, di autori come Lucio Fontana, Fausto Melotti, Luigi Ontani, Giacinto Cerone, Carlo Zauli.

Da Finarte (il 5 dicembre, da Open Care, via Piranesi 10) oltre al piccolo «Shut» (1961) di Salvatore Scarpitta, con le inconfondibili bende in tensione su telaio di legno, stimato 200-240mila euro, e a «Superficie bianca» (1975) di Enrico Castellani (160-180mila euro) si segnalano le opere di due maestri del ’900 storico: la luminosa sanguigna su carta di Giacomo Balla «Elisa e Luce sul balcone» (1907) e «Vela a Venezia» (1941) di Carlo Carrà, entrambi stimati 40-50mila euro.

Il 5 dicembre Blindarte presenta l’asta di arte moderna e contemporanea e design. Tra le opere più significative: l’acrilico «T1964-H28» (1964) di Hans Hartung (proveniente da Galerie de France, Parigi 1964; Galleria Bergamini, Milano; stima 120-180mila euro), 10 gouache di Fernand Léger (16-22mila euro ciascuna), studi preparatori per le vetrate della Chiesa de Courfaivre in Svizzera, un dipinto di Emilio Scanavino del 1961 (25-35mila), una tela di grande formato (1989) di Enzo Cucchi (28-35mila), un’installazione di Elmgreen & Dragset (20-30mila), fotografie di contemporanei e opere di artisti cinesi. Tra i lotti di design, si segnalano due vasi in maiolica di Gio Ponti, stimati 4-6mila euro ciascuno e la curiosa «Pop Shop Radio» (1985) di Keith Haring (1.600-2.200 euro).

Il 13 dicembre, sempre da Open Care in via Piranesi 10, è la volta di Wannenes, che presenta il grande olio «Alla ricerca» (1956) di Renato Birolli (30-40mila), esposto alla Quadriennale di Roma del 1959 e alla XXX Biennale di Venezia, 1960; la carta «Nu informel sexe à gauche» (1957) di Jean Fautrier (15-20 mila euro), e un tipico lavoro del 1972-73 di Gianni Piacentino, stimato 28-32mila euro.

Chiude i giochi, il 18 dicembre, Il Ponte (via Pontaccio 12), con un’asta in cui figura un altro importante de Chirico, «Péricle» (1925; stima a richiesta), dalla ricca storia espositiva: acquistato nel 1927 da Léonce Rosenberg, nel ’28 passò a Valentine Dudensing in società con Pierre Matisse e ricomparve sul mercato negli anni ’70 alla Galleria Levi di Milano. Tra gli altri top lot, un lavoro su cartoncino di Cy Twombly del 1961-63, proposto a 200-300mila euro, proveniente da un’importante collezione italiana e mai apparso sul mercato; le bellissime ceramiche «Cristo» e «Deposizione» di Fontana (metà anni ’50, stime 100-150mila e 80-100mila euro) e il nucleo di ceramiche di Picasso. Di grande interesse il gruppo di lavori di Piero Manzoni, tra i quali una «Linea lunga metri 4,63» del 1959 (80-100 mila euro), da lui donata a Vincenzo Agnetti, «Fiato d’artista» del ’60 (30-40mila) e «Corpo d’aria» del 1959-60 (20-25mila euro). Da segnalare, infine, un intenso «Ritratto» (1930 ca) di Mario Sironi, stimato 12-18mila euro e lo smalto su alluminio «Maremoto nell’arcipelago» (1973) di Gianfranco Baruchello (20-30mila).

Ada Masoero e Olga Scotto di Vettimo, da Il Giornale dell'Arte numero 392, dicembre 2018


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