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Aste

Bertolami underground e ultracontemporary

A settembre la prima asta di un nuovo modello di vendita ibrida

Un'opera di Hogre in asta da Bertolami (particolare)

Debutto assoluto in Italia per un dipartimento di arte «Underground e Ultracontemporary» che ha l’obiettivo di valorizzare l’arte di oggi, secondo molteplici sfaccettature. A lanciare l’iniziativa è la casa d’aste Bertolami Fine Art con un nuovo modello di vendita ibrida. Il progetto curatoriale, definito dalla creatività di Giacomo Guidi, prevede una mostra solo online che si conclude però con il rito commerciale della gara per l’aggiudicazione.

Per la prima asta che si terrà a Roma il 25 settembre, preceduta da un’esposizione online da luglio a settembre, il catalogo comprende pittori, street artist, fotografi e persino tatuatori, apprezzati e richiesti anche nel campo del design su commissione da parte di noti marchi del lusso. Fra gli street artist più quotati si segnala Blu con «Monkey» (base 700 euro), serigrafia su carta del 2007.

Si tratta dell’ultimo multiplo firmato e numerato dall’artista, peraltro unito al timbro di uno stampatore speciale, Pictures on Walls, attività aperta da Banksy nel 2003 a Londra. Dopo questo lavoro Blu ha infatti deciso di non produrre più per il mercato, inquadrando in un ambito più politico la sua attività artistica.

Per l’asta Hogre ha invece creato due alias del provocatorio e assai attuale «bacio» al tempo del Covid-19 (1.200) dipinto sulla tamponatura in cemento di una cisterna romana del II secolo. Il mondo del tatuaggio fa il suo ingresso in un’asta con personaggi come Mo Coppoletta, che nell’olio su tela «Cornucopia d’artista» sfoggia un’indiscutibile abilità pittorica (8.500).

A raccontare i protagonisti e i luoghi della cultura underground sono spesso i fotografi come Paolo Cenciarelli con «Doppiaenne» (850 euro) e Alex Fakso con «Show off» (1.600). Infine, la sezione Ultracontemporary propone una selezione di artisti emergenti la cui riflessione non è riconducibile al confronto con lo spazio urbano. Particolarmente suggestivi gli interventi su foto vintage di Nico Mingozzi in «S.T.» (1.000) e il lavoro sui refusi digitali di Giacomo Carmagnola in «SBTS» (400).

Elena Correggia, da Il Giornale dell'Arte numero 409, agosto 2020



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