Bernini a Colonia

Un suo gruppo marmoreo, realizzato in età giovanile con il padre, spicca fra i capolavori antichi proposti dalla casa d’aste tedesca Lempertz tra il 17 e il 20 novembre. Presenti anche ritratti e nature morte fiamminghe dalle brillanti cromie

Un particolare della «Madonna con bambino» o «Madonna della mela» (1523-25 circa) di Giovanni Pietro Rizzoli, detto il Giampietrino, stima 70-80mila euro. Cortesia di Lempertz
Elena Correggia |

Lontano dai prezzi surriscaldati e talvolta speculativi che animano il contemporaneo, il mondo dei dipinti antichi può ancora riservare buone occasioni a prezzi non esorbitanti. In questo campo, complice un mercato che, tranne rare eccezioni, per anni è stato fermo quando non in discesa per il mutare del gusto delle ultime generazioni, è infatti possibile trovare lavori di grandi artisti e di ottima fattura a prezzi ragionevoli.

Tra le vendite in programma nell’immediato, un posto di rilievo è occupato da quella organizzata tra il 17 e il 20 novembre a Colonia dalla casa d’aste Lempertz. Più cataloghi sono stati predisposti per l’occasione: una prima tornata è dedicata a scultura e arti decorative, una seconda alla pittura con i lotti di maggior rilievo, mentre la terza è riservata a dipinti che, per quanto selezionati, vantano stime dell’ordine di alcune migliaia di euro.

Nei pezzi proposti non mancano alcune rare opere di artisti italiani, a cominciare dal gruppo marmoreo raffigurante Sansone intento a uccidere un filisteo, attribuito a Pietro e Gian Lorenzo Bernini e stimato tra 260mila e 300mila euro. La scultura, ispirata al celebre episodio biblico, è in marmo grigio utilizzato in modo da far sostenere la dinamica della composizione alle venature naturali del materiale.

In ambito pittorico, una «Madonna con bambino», o «Madonna della mela» dal frutto che Gesù tiene in mano, può invece contare sull’attribuzione a Giovanni Pietro Rizzoli detto Giampietrino, tra i più dotati allievi milanesi del grande Leonardo. Il lavoro, che partirà da una stima di 70-90mila euro, proviene da una storica collezione svizzera formata all’inizio del Novecento e riappare sul mercato dopo un secolo. Stima simile, 60-80mila, anche per uno studio dell’emiliano Uberto Gandolfi, attivo nel XVIII secolo, delicato olio su cartone con un soggetto femminile a mani giunte ispirato con ogni probabilità alla moglie dell’artista.

Spostando lo sguardo al di fuori dell’Italia, la fanno da padrone i maestri fiamminghi, a cominciare da Jan Lievens (1607-1674), il cui ritratto di uomo con barba è stato ritrovato di recente in una raccolta tedesca e sottoposto a un lavoro di pulitura che ha consentito di apparentarlo a un’ulteriore versione del dipinto, di stessa mano e soggetto, conservata all’Ermitage di San Pietroburgo. Datata intorno al 1630, la tela è proposta con stima di 500-700 mila euro.

Tornando indietro di oltre un secolo, il trittico «Ecce homo» è attribuito a Adriaen van Overbeke, attivo ad Anversa nei primi tre decenni del Cinquecento. Per il pannello, ben conservato e con intatta vividezza dei colori, gli esperti della casa d’aste indicano una stima compresa tra 450 e 500mila euro. Un altro esponente del Secolo d’oro olandese, Jan Davidsz. de Heem, è infine presente con una splendida natura morta con fiori e frutta cui spetta l’onore di comparire sulla copertina del catalogo. La quotazione di Lempertz, per chi desiderasse portarsi a casa la preziosa opera, è di 350-450mila euro.

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Elena Correggia