Battiti di seta al Museo Ferragamo

La mostra è frutto delle ricerche compiute negli archivi Ferragamo dalla curatrice Judith Clark, tra antico e contemporaneo

Un disegno realizzato da Pietro Pozzi, studente del Liceo Artistico di Porta Romana e Sesto Fiorentino (Fi), 2020-21
Laura Lombardi |  | Firenze

Al Museo Salvatore Ferragamo, a cura di Stefania Ricci con il contributo scientifico di Chiara Fucci, «Seta» coniuga, come di consueto, arte e moda all’insegna di un approccio critico visuale che interroga l’origine delle immagini, frutto di ritagli, trasposizioni, ibridazioni. Il tema scelto si lega alla volontà di ricordare Fulvia Visconti Ferragamo (scomparsa nel 2018), figlia di Wanda e Salvatore, l’ideatrice e l’anima creativa delle stampe su seta dei foulard della maison fiorentina.

Aperta fino al 18 aprile 2022, la mostra (catalogo Electa) si avvale delle ricerche compiute negli archivi Ferragamo da Judith Clark, trasformando le scoperte fatte in exhibition making, e attuando quindi un processo di assemblaggio, analogo a quello compiuto da Fulvia per le sue creazioni, tra antico e contemporaneo. Ad aprire il percorso suddiviso in sezioni è l’installazione site specific (grazie alla collaborazione della Galleria Continua) degli artisti cinesi Sun Yuan & Peng Yu «Were creatures born celestial?» che rimanda concettualmente alla Via della Seta, e riunisce  sculture di animali utilizzate per precedenti installazioni con tassidermie provenienti da Naturaliter, Capannoli (Pi) e dal Museo di Storia Naturale (La Specola) di Firenze.

Troviamo poi, per non citarne che alcune, le suggestioni di una giovane Fulvia nel settecentesco «quartiere cinese» dell’educandato di Poggio Imperiale, quelle offerte dalle armature del Museo Stibbert, dalla tradizione barocca delle infiorate per il Corpus Domini, dai ritratti di Giuseppe Arcimboldo nel XVI secolo, dall’iconografia scientifica e artistica degli animali alla grafica di Escher e dai film di animazione del regista cecoslovacco Jiří Trnka, richiamato anche in  «Look back Anouk», il cortometraggio in mostra dei giovani Rocco Gurrieri e Irene Montini.

Dal 19 febbraio il progetto coinvolgerà la Biblioteca Nazionale Centrale con «In un battito d’ali. Dalla natura alla biblioteca dei Granduchi di Toscana» a cura di Simona Mammana e Stefania Ricci: una selezione di alcuni capolavori d’Ambito naturalistico della raccolta libraria della Biblioteca Palatina, costituita dai granduchi Asburgo Lorena a Palazzo Pitti a partire dal 1771.

© Riproduzione riservata Ambito cinese, «Fiori e uccelli», prima metà del XVIII secolo, tempera su carta incollata su tela. Firenze, Educandato Statale SS. Annunziata, Villa del Poggio Imperiale
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