Barbieri in sette tappe

Federico Castelli Gattinara |  | Roma

È un’importante retrospettiva di metà carriera, quella che dal 29 maggio al 9 novembre il MaXXI dedica a Olivo Barbieri (Carpi, 1954), a cura di Francesca Fabiani e illustrata da un catalogo Marsilio.

L’idea è di fornire una lettura del suo lavoro, sgombrando il campo dal fraintendimento che, col successo dei suoi site specific con riprese aeree e messa a fuoco selettiva, lo ha etichettato come un fotografo che racconta le città.

In realtà il suo è un lavoro che verte sul linguaggio, sull’analisi e sulla messa in discussione della percezione; delle varie città a Barbieri importa poco, spiega Fabiani. Più che un fotografo nel senso ortodosso del termine, parliamo di un artista che utilizza la fotografia, che sperimenta con quel mezzo. È lui stesso ad ammetterlo: «Non mi ha mai interessato la fotografia, ma le immagini. Credo che il mio lavoro inizi laddove finisce la fotografia», un paradosso apparente che
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