Banca e museo espongono insieme

Il Barocco emiliano del Museo Civico e di BPER Banca

Stefano Luppi |  | Modena

«Corrispondenze barocche», fino al 22 agosto negli spazi espositivi modenesi di BPER Banca, denominati La Galleria. Collezione e Archivio Storico, al di là delle importanti opere esposte ribadisce, ancora una volta, quanto siano fondamentali la collaborazione tra privato e pubblico e la qualità degli appuntamenti nel mondo postpandemia.

Buon esempio di questa partnership, la rassegna, realizzata con il Museo Civico di Modena, presenta un excursus di opere fondamentali del Seicento emiliano. Curato dalla storica dell’arte Lucia Peruzzi, consulente della Galleria nata nel 2017 e diretta da Sabrina Bianchi con il coordinamento di Greta Rossi, il percorso approfondisce alcune tematiche della pittura barocca emiliana, mettendo in dialogo il patrimonio della collezione bancaria con quello del museo cittadino diretto da Francesca Piccinini.

Il pubblico potrà ammirare dieci opere provenienti dalle storiche collezioni Giuseppe e Matteo Campori e Carlo Sernicoli del Museo Civico, temporaneamente non accessibili per lavori di ristrutturazione della sede di Palazzo dei Musei. Ecco dunque la possibilità di studiare e analizzare i legami che caratterizzano quesi dipinti realizzati da Lucio Massari (Bologna, 1539-1633), Alessandro Tiarini (Bologna, 1577-1668), Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino (Cento, 1591-Bologna, 1666), Ludovico Lana (Codigoro, 1597-Modena, 1646), Jean Boulanger (Troyes, 1608-Modena, 1660), Michele Desubleo (Maubege, 1602-Parma, 1676), Luca Ferrari (Reggio Emilia, 1605-Padova, 1654) e Francesco Stringa (Modena, 1635-1709), artisti presenti anche nelle collezioni di BPER Banca.

«Il percorso che abbiamo ideato, spiega la curatrice, parte dal naturalismo che prende il via dall’Accademia dei Carracci a Bologna, attraversa il raffinato classicismo di Guido Reni e si spinge fino alla pittura da melodramma del Barocco pieno. Tra le principali opere esposte nel dialogo tra la collezione comunale e quella bancaria segnalo due tele del Tiarini: “Rinaldo e Armida”, dall’evidente propensione naturalistica attraverso cui l’artista si avvicina al soggetto tassesco e la “Decollazione del Battista”, la cui regia luminosa esalta l’ingenuità e il languore della figura di Salomè che evidenzia tutti i significati morali che le sono sottesi.

Abbiamo inoltre opere di Ludovico Lana e Jean Boulanger, caratterizzate dall’elevata qualità che a Seicento inoltrato era evidente presso la corte degli Este ormai capitale dopo la Devoluzione di Ferrara alla Chiesa nel 1598
». Ma il percorso non si esaurisce qui: «Abbiamo selezionato per questa sezione, prosegue Lucia Peruzzi, “Erminia e Tancredi” di Lana e le tele di Boulanger “Due putti che giocano con un’aquila” e “Clio, musa della storia”, dall’impronta estrosamente manierista maturata sull’eleganza classica di Guido Reni. Naturalismo emiliano e ricchezza cromatica neoveneta sono evidenti nel celebre “San Giovanni Battista” di Luca Ferrari mentre vero e ideale convivono nella “Testa di fanciulla con turbante” di Francesco Stringa».

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