Attenta Londra: il mercato asiatico sta esplodendo

Tutti gli occhi puntati sulla grande asta prevista il 9 ottobre a Hong Kong

Yuga Labs, «Bored Apes», 2021 (particolare)
Georgina Adam |

In vista delle aste di questo mese, tutti gli occhi sono sicuramente puntati su Hong Kong. Con un cambiamento significativo, l'asta di arte contemporanea che Sotheby's tiene il 9 ottobre vale fino a 751 milioni di dollari di Hong Kong (circa 71 milioni di sterline), battendo facilmente la sua sessione londinese del 14 ottobre, stimata 35-54 milioni di sterline.

In effetti, la composizione delle due vendite è molto diversa. L'asta di Londra riflette in gran parte il versante più tradizionale del mercato contemporaneo, nonostante si svolga durante la settimana di Frieze (13-17 ottobre). Opere di Gerhardt Richter (tre grandi dipinti astratti della collezione Helga e Walther Lauffs), Melotti, Baselitz, Auerbach e Gursky figurano nella vendita, insieme ad alcuni nomi più all'avanguardia come Salman Toor, Oli Epp e Trey Abdella. E poi, a vivacizzare il mix, c'è «il» Banksy, quello distrutto nel 2018 e che ora riappare sul mercato con una stima pre vendita, migliorata, di 4-6 milioni di sterline (nel 2018 fu aggiudicato a 1,1 milioni, dopo esser passato metà nel trituratore...).

All'opposto, le aste che Sotheby's tiene a Hong Kong il 9 ottobre riflettono quanto sia diventato importante il mercato dell'arte internazionale in Asia. Accanto ad artisti asiatici come Zhang Xiaogang, Liu Wei e Zeng Fanzhi, Sotheby's mette in campo opere di giovani artisti hot come Joel Mesler, Jadé Fadojutimi, Eddie Martinez, Nicolas Party e Amoako Boafo, nonché altri «brand» più affermati come Roy Lichtenstein, Joan Mitchell e Adrian Ghenie.

L'opera più attesa è «Untitled (Red Warrior)» (1982) di Jean-Michel Basquait, che mostra una figura in rosso che gesticola violentemente (un colore che è sempre di buon auspicio in Cina). Il dipinto è stimato 150-200 milioni di dollari di Hong Kong (circa 14-18 milioni di sterline) ed è uno dei 17 «lotti premium», il che significa che gli offerenti devono registrarsi prima per fare un'offerta (un'altra indicazione di quanto queste sessioni asiatiche stiano diventando più ricche).

Lo scorso marzo Christie's ha venduto un altro «Warrior», anch'esso risalente al 1982, per 41,8 milioni di dollari, stabilendo un nuovo record per un'opera d'arte occidentale in Asia. Però questo mese Christie's non terrà una vendita di arte contemporanea a Hong Kong, ma trasmetterà in live streaming la sua asta londinese da Hong Kong e New York il 15 ottobre. La vendita di 41 lotti è stimata 46,3-66,2 milioni di sterline, incluso il lotto 14, Nft in tre parti «Bored Apes» di Yuga Labs, appena «coniato» e con stime di 800mila-1,2 milioni di sterline...

Infine, nella vendita di Arte impressionista di Sotheby's a Hong Kong, sempre il 9 ottobre, viene offerta una natura morta con gladioli di Van Gogh, con un obiettivo di 70-100 milioni di dollari di Hong Kong (6,3-9 milioni di sterline). Naturalmente, Van Gogh non è una novità agli occhi asiatici, dal momento che l'appetito giapponese per il grande maudit ha raggiunto il suo apogeo nel 1990. Ma è il marchio per eccellenza in Asia, e questa è la prima volta che uno dei suoi dipinti appare all'asta a Hong Kong.

Tutto ciò conferma i dati dell'ultimo rapporto Intelligence di Artnet. Hanno scoperto che solo 158 opere di artisti occidentali sono state vendute a Hong Kong tra il 1991 e il 2004; nella prima metà del 2021, il numero era balzato a 967. Senza dubbio queste cifre aumenteranno ulteriormente, e non c'è da meravigliarsi che Sotheby's abbia inviato i migliori specialisti Alex Branczik e Max Moore nella sua sede di Hong Kong!

© Riproduzione riservata Jean-Michel Basquait, «Untitled (Red Warrior)», 1982
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