Arte Fiera: urge ringiovanire i collezionisti

Punte di interesse per gli anni ’20, ’30 e ’70. Il pubblico è cresciuto del 5% rispetto al 2019

L'ingresso ad Arte Fiera 2020 con i dirigibili dell'installazione di Eva Marisaldi «Welcome»
Valeria Tassinari |

Bologna. Com’è andata quest’anno Arte Fiera? Mah… Come un mantra ricorrente, un sospiro di sospensione può ben rendere l’idea della media delle opinioni. Che tutti si chiedano com’è andata, succede normalmente per gli eventi importanti, e non poteva che essere così anche per la decana delle fiere d’arte italiane, quella che ritualmente, a fine gennaio, apre la stagione delle grandi kermesse in cui il mercato si mette in scena. Tuttavia, bisogna dirlo, nel ricorrente interrogativo che serpeggiava tra corsie e padiglioni, questa volta c’era una sfumatura d’inquietudine più tangibile del solito.

Inaugurata a ridosso delle elezioni regionali in Emilia-Romagna e chiusa proprio il giorno delle votazioni (decisamente le più tese degli ultimi anni, per il loro evidente riverbero nazionale), la 44ma edizione di Arte Fiera a Bologna sembrerebbe persino aver risentito di questo clima generale,
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