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Gallerie

Art Basel regina online

L'edizione di Hong Kong stand e vendite in digitale: prove generali per giugno?

Alexander Calder, «Petit mobile sur pied», 1953, opera presentata in vendita dalla Cardi Gallery

In seguito alla cancellazione della fiera a causa del contagio da coronavirus, Art Basel Hong Kong presenta sul proprio sito una versione virtuale dell’evento, in cui collezionisti, curatori e professionisti del mondo dell’arte hanno potuto esplorare (e acquistare) 2mila opere dallo schermo del proprio computer, fino a oggi. Online Viewing Rooms, le ha chiamate Marc Spiegler, global director di Art Basel: un nuovo esperimento di mercato da parte della fiera la quale, nel picco della pandemia in Europa, rischia di dover posticipare a settembre il suo prossimo e principale appuntamento, quello a Basilea (dal 18 al 21 giugno).

235 gallerie da oltre 30 paesi hanno aderito all’edizione digitale della fiera, ovvero il 90% degli espositori che avrebbero dovuto prendere parte all’evento in Cina. «Eccitante è osservare la varietà di approcci che le gallerie hanno assunto online, da stand interamente dedicati ad artisti emergenti alle presentazioni di artisti storici», dichiara Spiegler. «E in tempi tanto tumultuosi è incoraggiante vedere così tante gallerie che si impegnano a mostrare lavori di prima qualità».

Tra gli «stand» più interessanti quello di David Zwirner, tutto dedicato alla pittura figurativa (e presentato in una versione espansa sul sito della galleria), con opere di Jeff Koons («Gazing Ball (Botticelli Primavera)», 2017-20, in vendita per 2,8 milioni di euro) e Kerry James Marshall («Black Boy», 2018, per 1,4 milioni). Tra le italiane, Massimo De Carlo con una selezione di soli dipinti (il più costoso è un acrilico su tela di Günter Förg, con un prezzo stimato tra i 450mila e i 900mila euro) e Tornabuoni, che offre lavori di artisti italiani del secondo dopoguerra come Boetti, Pistoletto e Fontana (di cui un «Concetto Spaziale» del ’55 è stato acquistato online).

Se per diverse gallerie le transazioni finali sono avvenute soprattutto sui propri siti piuttosto che sugli stand virtuali di Art Basel (tra queste Thaddaeus Ropac, che ha venduto un lavoro di Jules de Balincourt per 130mila euro un’ora prima del lancio delle Viewing Rooms), per altre le vendite si sono rivelate soddisfacenti. Tra queste Lisson Gallery, che nei giorni di preview ha venduto un dipinto di Carmen Herrera per 790mila euro.

«Siamo contentissimi», dichiara Nicolò Cardi, che nello stand digitale di Cardi Gallery ha allestito una mostra virtuale dal titolo «Mythologies», con lavori di Pistoletto, Rotella e Damien Hirst, fra gli altri. «In questo momento, continua il gallerista, le Art Basel Viewing Rooms sono l’unico strumento di lavoro in termini di vendite online». Tra le opere disponibili da Cardi, una natura di Giorgio Morandi del valore di 2,1 milioni di euro e un «mobile» di Calder per 1,72 milioni.

Positivo anche il bilancio per Galleria Continua, che ha venduto opere di Antony Gormley, Leandro Erlich e Giovanni Ozzola. «In questo momento di grande difficoltà per tutti», rivela Mario Cristiani, «abbiamo apprezzato molto che la fiera si sia organizzata per darci l’opportunità di poter raggiungere i nostri clienti, ma anche di poterne conoscere di nuovi».

Federico Florian, edizione online, 23 marzo 2020


  • Leandro Erlich, «The Cloud (UK)», 2016, opera presentata dalla galleria Continua. Cortesia l'artista e Galleria Continua. Foto: Ela Bialkowska, Okno Studio

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