Art Basel crea un nuovo ruolo da direttore e nomina Vincenzo de Bellis

Il curatore del Walker Art Center di Minneapolis, già direttore di Miart, sarà direttore delle fiere e delle piattaforme espositive a livello mondiale

Vincenzo de Bellis
Anny Shaw |

Art Basel ha annunciato oggi la nomina di Vincenzo de Bellis nella nuova posizione di direttore delle fiere e delle piattaforme espositive a livello mondiale, fino a oggi curatore presso il Walker Art Center di Minneapolis.  Marc Spiegler rimane il direttore globale della fiera svizzera, continuando a guidare tutti i dipartimenti, comprese le relazioni con i Vip e le partnership, anche se il suo ruolo diventerà più «strategico». A «The Art Newspaper», nostra testata partner in lingua inglese, Spiegler ha dichiarato: «Sarò sempre strettamente coinvolto nelle mostre, che rimangono il cuore della nostra attività. L’arrivo di Vincenzo per aiutare a gestire le fiere mi permette di dedicarmi maggiormente allo sviluppo strategico della nostra organizzazione».

Oltre all’assunzione di un nuovo direttore per le Americhe (Noah Horowitz si è dimesso lo scorso luglio, assumendo una nuova posizione presso Sotheby’s), ci sono piani a lungo termine per nominare un direttore per la fiera di Basilea. «Dopo la pandemia, ora abbiamo una quarta fiera a Parigi e nuove iniziative, sia fisiche che digitali, che estendono il nostro impegno al di là delle fiere, quindi è naturale che abbiamo bisogno di rafforzare il nostro team di leadership», afferma Spiegler. Clément Delépine, ex condirettore della fiera internazionale di Parigi, è stato nominato direttore di Paris+ par Art Basel a marzo.

De Bellis, nostro opinionista, che assumerà il nuovo incarico in agosto, arriva ad Art Basel con un’esperienza nel mondo delle fiere. Prima del suo ruolo al Walker Art Center, è stato direttore artistico di Miart, la Fiera Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Milano, tra il 2012 e il 2016, periodo durante il quale il numero di espositori è raddoppiato. «Sono entusiasta di ampliare lo spettro delle piattaforme espositive per esplorare ulteriormente i modi in cui Art Basel può offrire opportunità di scambio tra le scene artistiche locali/globali e le comunità di artisti, galleristi, collezionisti, istituzioni d’arte, nonché gli amanti dell’arte presenti e futuri», afferma De Bellis in un comunicato.

Ma che cosa sono esattamente le «piattaforme espositive» a cui si riferisce De Bellis e come si distinguono dalle fiere d’arte? Spiega Spiegler: «Non si tratta di fiere, ma di mostre fisiche che si basano sulla nostra rete di contatti con il mondo dell’arte e sui rapporti con le gallerie». Il direttore globale esclude anche una ripresa di Art Basel Cities, che mirava ad attivare una programmazione per tutto l’anno in alcuni luoghi, anche se, aggiunge Spiegler, «vediamo la possibilità di lavorare con altre città oltre a quelle in cui già facciamo le fiere». In questo senso, Art Basel sta già perseguendo collaborazioni con Art Week Tokyo e SEA Focus a Singapore.

Queste iniziative sono in linea con il rinnovato investimento della società madre di Art Basel, MCH Group, nelle mostre dal vivo e (soprattutto) nelle fiere. Il mese scorso un portavoce di MCH ha dichiarato che Florian Faber, il nuovo amministratore delegato del gruppo, «vuole lasciare da parte Baselworld [fiera di orologi e gioielli] per il momento».

Nel frattempo, un altro aumento di capitale previsto da MCH, che vedrà i suoi due azionisti di riferimento, il Cantone di Basilea Città e Lupa Systems, investire tra i 27 e i 34 milioni di franchi svizzeri (26-33 milioni di euro) ciascuno, è stato approvato dal Cantone di Basilea Città. La decisione è soggetta a un periodo di referendum di 42 giorni.

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