Arnolfo e Tino di Benappi tornano a Santa Maria del Fiore

Laura Lombardi |  | Firenze

L’«Apostolo» di Arnolfo di Cambio e gli Angeli dell’«Elevatio Animae» di Tino di Camaino al Museo dell’Opera del Duomo

Una delle maggiori attrattive della 29ma edizione della Biennale di Firenze a Palazzo Corsini era rappresentata da tre capolavori esposti dalla galleria Mehringer Benappi: l’«Apostolo» di Arnolfo di Cambio, posto in origine nella lunetta sopra la porta destra del Duomo di Firenze, a sinistra del gruppo principale della «Dormitio Virginis», risalente alla fine del XIII secolo; ma anche gli Angeli dell’«Elevatio Animae» di Tino di Camaino, parte del «monumento sepolcrale del Vescovo Orso» (1321), nella controfacciata della basilica di Santa Maria del Fiore.

La speranza che queste opere notificate rimanessero a Firenze, possibilmente al Museo dell’Opera del Duomo, è stata esaudita. «Onore all’Ente Opera di Santa Maria del Fiore», commenta Ezio Benappi, che è stato il mandatario, con Sascha
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