Arienti fa quadrare il sole

A Villa Carlotta, sul lago di Como, una quarantina di opere, in gran parte inedite, dialogano con Canova, Thorvaldsen e l’eccezionale giardino

«Mappamondo» (2023), di Stefano Arienti
Ada Masoero |  | Tremezzina (Co)

Ai tesori artistici, naturalistici e paesaggistici che fanno di Villa Carlotta, a Tremezzina sul Lago di Como, uno dei siti più affascinanti d’Italia, si aggiunge, dal 13 maggio al 10 settembre, la mostra «Quadrante solare. Stefano Arienti a Villa Carlotta», curata da Fulvio Chimento con Carlotta Minarelli. Poco meno di 40 opere, in gran parte inedite, compongono un percorso fondato sul tema, praticato da Arienti sin dal 2012, del «quadrante solare», inteso come metafora dello spazio d’azione dell’arte (la superficie del quadrante) e dell’ispirazione artistica (il sole). Ed è proprio da questo assunto che, nel 2017, germogliò il tema delle «Meridiane»: quadranti disegnati dalla luce, che di recente si sono dilatati fino a includere l’ambiente. 

Più che mai questo processo si manifesta ora in Villa Carlotta, dove Arienti (Asola, Mantova, 1961, vive e lavora a Milano) declina il principio della «meridiana» in modo inedito, servendosi, nell’opera intitolata «Linea», delle superbe fioriture del giardino (azalee, camelie, rododendri…) per creare un allineamento che evoca una meridiana naturale, mentre i nastri colorati di «Riflesso» sovrastano, come raggi luminosi, la vasca d’irrigazione. Insieme agli elementi naturali figurano libri («Nido di libri», nel Giardino dei Bambù) o sottili ritagli di materiale plastico, come in «Alghe», alla Fontana dei Nani: un angolo nascosto del giardino, questo, dove l’opera richiama i visitatori, offrendo prospettive inattese sul lago. 

All’interno, nella Sala di Palamede, a confronto dunque con Canova, le celebri «Turbine» di carta ripiegata che sin dagli anni ’80 hanno imposto Arienti all’attenzione del mondo dell’arte e, nel Salone dei Marmi, con il «Fregio» di Thorvaldsen, opere recenti in cui rielabora grandi stampe di dipinti di Renoir e di Van Gogh sovrapponendovi del pongo. Di sopra, le stanze della principessa Carlotta accolgono singolari tappeti, estranei al contesto ma in dialogo con esso, e lavori fotografici realizzati su una carta stropicciata che conferisce alla stampa l’aspetto di un dipinto.

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