Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Mostre

Arcipelaghi comunicanti: Stati Uniti e Germania a confronto

Una mostra ispirata dalla presa di posizione di Donald Judd a favore del caos e della casualità nell’arte

«Man Installing Pepsi-Sign», (1973) di George Segal

Berlino. L’artista americano Donald Judd (1928-94) negli anni fra il 1957 e il 1963 si dedicò quasi esclusivamente alla critica d’arte, pubblicando diversi saggi e articoli: fra questi ultimi, nel 1964, uno divenuto poi celebre, «Local History» per il «New York Times», dedicato alla scena artistica newyorkese contemporanea. Le parole chiave di quel pezzo furono «caotico» e «disordine»: «La storia dell’arte e le condizioni dell’arte in qualsiasi momento sono piuttosto confuse. [...] Si può pensare ad esse quanto piace, ma non diventeranno più ordinarie [...] Le cose possono essere diverse e dovrebbero rimanere diverse». Quelle parole aprirono uno squarcio in secoli di storia dell’arte che volevano stili e generi canonizzati, artisti incasellati per categorie, regola ed ordine in un mondo libero per definizione.

La presa di posizione di Judd a favore del caos e della casualità nell’arte, il suo racconto alternativo di possibili incontri informali fra autori e opere, hanno ispirato la mostra aperta dal 15 dicembre al 29 settembre 2019 presso la Hamburger Bahnhof - Museum für Gegenwart, con l’efficace titolo «Local Histories».

La storia locale della New York anni ’60, focus dello scritto di Judd, diventa oggi a Berlino il racconto di storie locali differenti, geograficamente lontane eppure spesso così vicine nelle loro espressioni artistiche. Si provano a tracciare le possibili relazioni che hanno legato gli artisti contemporanei (dagli anni Sessanta agli anni Novanta), ponendosi come obiettivo la risposta ad alcuni quesiti chiave: qual è il filo conduttore del collezionismo e della politica delle gallerie d’arte nella seconda metà del XX secolo? Che cosa unisce Konrad Lueg, Sigmar Polke e Gerhard Richter? Quale arte influenzò lo stesso Donald Judd? Quali gallerie hanno supportato Bruce Naumann o Jenny Holzer nei loro primi anni di carriera?

Grazie ai prestiti della Friedrich Christian Flick Collection (momentaneamente a Berlino), di altri importanti musei internazionali, e attraverso molte opere della Neue Nationalgalerie di cui la Hamburger Bahnhof è in parte sede espositiva, si palesano interessanti, talvolta inattese costellazioni di lavoro e carriere, istantanee di incontri fra le così distanti scene artistiche di New York e Düsseldorf negli anni 1960-70, o fra quelle di Berlino e Colonia negli anni Ottanta o nella sola, immensa megalopoli di Los Angeles nell’ultimo decennio del Novecento.

Francesca Petretto, da Il Giornale dell'Arte numero 392, dicembre 2018


Ricerca


GDA marzo 2019

Vernissage marzo 2019

Il Giornale delle Mostre online

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012