Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image
Image

Archisculture spartane

Olga Scotto di Vettimo

Leggi i suoi articoli

«In un certo senso infinito», è il titolo di una personale di Vittorio Messina (Zafferana Etnea, 1946) aperta alla galleria Nicola Pedana fino al 22 maggio. Con un’istallazione e alcuni lavori a parete, tra cui piombi creati per questo progetto, e altre opere datate tra gli anni Ottanta e Novanta, mostra le tangenzialità tra le forme della scultura e quelle dell’architettura.

Il lavoro di Messina, traslando nel linguaggio dell’arte il «principio di indeterminazione», contiene temi come l’incompiutezza e la precarietà. L’architettura, la scultura e l’installazione rifuggono la decorazione a favore della ricerca di un rigore che esclude la seduzione per la forma e per i materiali (basalto, cemento, profilati idraulici, pannelli, carte da parati, neon, morsetti, fili elettrici ecc.).

Il clima di incompletezza e provvisorietà fa leva su corde molto profonde, investendo anche le opere a parete in cui l’artista mescola tecniche (pittura, fotografia) e materiali diversi (piombo, marmo, lamina d’oro). La sollecitazione a spingersi oltre la gabbia della razionalità fa affiorare nel lavoro di Messina una inquietudine per l’inafferrabile, per quell’infinito a cui si riferisce anche il titolo della mostra.

Olga Scotto di Vettimo, 13 aprile 2017 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Dopo il consolidamento, è la fase della ristrutturazione della Cappella Reale, il cui apparato decorativo seicentesco venne rinnovato durante il regno di Gioacchino Murat

Alle Gallerie d’Italia-Napoli 67 opere costruiscono un dialogo internazionale che mette in evidenza la circolazione dei modelli, la mobilità delle artiste e la diffusione europea delle iconografie femminili nate nella città partenopea

Presentate le opere recentemente acquisite e rientrate nelle collezioni del museo, testimonianza del programma decorativo progettato da Luigi Vanvitelli e concluso dal figlio Carlo

L’artista romana, «transmediale e transpecies», compone un racconto sci-fictional, tassello di una narrazione più complessa collegata al suo intervento in Quadriennale

Archisculture spartane | Olga Scotto di Vettimo

Archisculture spartane | Olga Scotto di Vettimo