Il Giornale dell\ ilgiornaledellarte.comwww.allemandi.com

Fotografia

Al Mnac la prima retrospettiva di Oriol Maspons

Il museo ha anche concluso la digitalizzazione dell’archivio del fotografo barcellonese

Elsa Peretti fotografata nel 1966 da Oriol Maspons

Barcellona (Spagna). Il Museu Nacional d’Art de Catalunya (Mnac) ha concluso l’inventario e la digitalizzazione dell’archivio del fotografo Oriol Maspons (Barcellona, 1928-2013) e dal 5 luglio al 12 gennaio lo presenterà in una grande mostra, «Oriol Maspons, la fotografía útil», prima retrospettiva dedicata al suo lavoro.

Curata da Cristina Zelich, una delle principali esperte spagnole, illustrerà tutta la carriera dell’autore barcellonese, attraverso più di 40 anni d’intensa attività nel campo del reportage, del ritratto, della moda e della pubblicità.

L’archivio conservato al Mnac riunisce l’opera completa di Maspons, oltre 7mila immagini stampate, realizzate tra gli anni ’50 e la fine degli anni ’80, oltre a centinaia di negativi e materiale di documentazione, come libri, riviste e copertine di dischi. Il minuzioso lavoro del museo diretto da Pepe Serra ha portato alla luce varie fotografie inedite che vengono ora esposte per la prima volta, come le immagini degli esordi scattate a Parigi, Londra e Ibiza tra il 1950 e il 1960, tra cui spiccano le scene urbane notturne e gli scatti di moda sulla spiaggia.

Alla fine degli anni ’60 conobbe e divenne grande amico dell’allora modella Elsa Peretti, protagonista di numerose foto, che attraverso la sua fondazione ha patrocinato i lavori di pulitura, restauro e digitalizzazione che hanno permesso di organizzare questa mostra.

Il fondo comprende anche i reportage realizzati per riviste come «Interview», «L’Œil», «Elle» o «Paris Match» e alcune delle immagini che illustrano tre libri, pubblicati dalla casa editrice Tusquets: Poeta en Nueva York di Federico García Lorca, La caza de la perdiz di Miguel Delibes e Toreo de Salón di Camilo José Cela.

Maspons ebbe un ruolo di particolare rilievo nella rigenerazione del linguaggio fotografico nella Spagna franchista, tra anni ’50 e primi anni ’70. Influenzato da Cartier-Bresson, fu uno dei membri del gruppo Nova Vanguardia, insieme a Xavier Miserachs e Ramón Masats.

Considerato il fotografo della cosiddetta «gauche divine» (la borghesia intellettuale di sinistra che poteva permettersi di andare in Francia a vedere i film e comprare i libri che in Spagna non arrivavano), è stato maestro di autori come Colita, strettamente legati al movimento antifranchista.

Roberta Bosco, da Il Giornale dell'Arte numero 399, luglio 2019


Ricerca


GDA settembre 2019

Vernissage settembre 2019

Il Giornale delle Mostre online settembre 2019

Ministero settembre 2019

Guida alla Biennale di Firenze settembre 2019

Guida alla Biennale di Venezia maggio 2019

Vedere a ...
Vedere a Firenze 2019

Vedere nelle Marche 2019

Vedere in Puglia e Basilicata 2019

Società Editrice Umberto Allemandi s.r.l.
Piazza Emanuele Filiberto, 13/15 10122 Torino
Tel 011.819.9111 - P.IVA 04272580012