Al Forte di Bard il Re del Gran Paradiso

Gli scatti di Giorgio Marcoaldi documentano la storia e le caretteristiche dello stambecco, simbolo del Parco più antico di Italia

Uno degli scatti di Giorgio Marcoaldi in mostra
Ada Masoero |  | Bard (Ao)

«Il Gran Paradiso e il suo Re» è il titolo della mostra fotografica presentata al Forte di Bard fino al 9 ottobre, promossa dall’Associazione Forte di Bard e dalla Fondation Grand Paradis con il Parco Nazionale del Gran Paradiso, nel centenario della sua istituzione.

Il «Re» citato nel titolo non è Vittorio Emanuele II, gran cacciatore, che amava tanto queste cime (e la loro pregiata selvaggina) da fondare nel 1856 la Riserva Reale di Caccia del Gran Paradiso (di qui nel 1922 sarebbe nato il Parco Nazionale), bensì la sua preda più ambìta, lo stambecco, che di quelle vette è il vero sovrano.

È lui, infatti, il protagonista degli scatti di Giorgio Marcoaldi, tratti dal volume «Il Re, lo stambecco del Parco Nazionale Gran Paradiso», e delle immagini cinematografiche dei registi francesi Anne ed Erik Lapied, che narrano la vita di questo animale anticamente diffuso su tutto l’arco alpino, poi sterminato per la prelibatezza delle sue carni e per la credenza che le sue magnifiche corna, triturate, fossero potenti medicamenti, e infine salvato, seppure per il proprio godimento, da Vittorio Emanuele II.

Le immagini in mostra documentano la storia, i luoghi, le caratteristiche del magnifico animale che è il simbolo del Parco più antico d’Italia, raccontando anche le vicende di un paesaggio incorrotto e di un’attenta salvaguardia della biodiversità».

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