Al CAMeC il Gabbiano che ha volato su La Spezia

Per illustrare le 530 mostre organizzate nel mezzo secolo di attività della galleria 150 opere sono allestite in quattro ampie sale

«This is a real Fluxus hole» (1992), di Ben Vautier
Stefano Luppi |  | La Spezia

Prima che luogo di mostre è anzitutto una storia di persone, intellettuali dediti alla riflessione e artisti attenti a scambiarsi esperienze e in sostanza tratti di vita, quella della galleria Il Gabbiano di La Spezia. Mostre che in mezzo secolo di attività sono state comunque oltre 530, dedicate ad autori radicati nel territorio ligure, «forestieri» o internazionali.

Il CAMeC-Centro Arte Moderna e Contemporanea «fotografa» questi cinquant’anni dello storico spazio espositivo, che ha approfondito in particolare le esperienze della Poesia visiva, Fluxus, Arte concettuale, Body art e performance legate a musica e suono, attraverso il dialogo tra autori come Mimmo Rotella, Ugo Nespolo, Richard Smith, Ben Vautier, Philip Corner, Takako Saito, Jiri Kolář, Emilio Isgrò, Ben Patterson, Sarenco, Rodolfo Vitone, Maria Lai, Gillo Dorfles, Nanni Balestrini, Ketty La Rocca nonché Edo Murtić, e Mirella Bentivoglio, con i quali la dozzina di artisti fondatori (i più assidui sono stati Fernando Andolcetti, Cosimo Cimino, Mauro Manfredi e Clara Milani) stabilisce un sodalizio durato decenni.
«Il pianeta della vita» (1993), di Mirella Bentivoglio
Intitolata «Attraverso l’arte. La galleria il Gabbiano 1968-2018, cinquant’anni di ricerca artistica», la rassegna a cura di Mario Commone prosegue fino al 25 settembre e offre un preciso panorama storico attraverso 150 opere suddivise in quattro ampie sale. L’appuntamento, realizzato attingendo agli archivi della galleria, prevede anche la pubblicazione di un volume dedicato alla storia dello spazio, che a La Spezia ha avuto tre sedi.

© Riproduzione riservata Una veduta della mostra «Attraverso l’arte. La Galleria Il Gabbiano 1968-2018», CAMeC, La Spezia, 2022
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