Al Brooklyn Museum Winogrand a colori

Per la prima volta una mostra sulla sua produzione policroma

«Untitled (New York)» (1960) di Garry Winogrand. Collection of the Center for Creative Photography, The University of Arizona. © The Estate of Garry Winogrand. Cortesia della Fraenkel Gallery, San Francisco
Chiara Coronelli |  | New York

Sembra impossibile pensare a Garry Winogrand (1928-84) senza identificarlo con il bianco e nero nel quale ha ripreso la vita delle città americane, prima fra tutte la sua New York, dal secondo dopoguerra fino alla prematura scomparsa.

Anche per questo è preziosa l’occasione offerta da «Garry Winogrand: Color», la rassegna aperta dal 3 maggio al Brooklyn Museum, dove per la prima volta viene presentata la produzione a colori, in una selezione che è punto di arrivo del più ampio studio svolto fino ad oggi su questa parte del suo lascito.

Frutto della collaborazione con il Garry Winogrand Archive conservato al Center for Creative Photography di Tucson, e curata da Drew Sawyer (qui al suo primo incarico in veste di Philip Leonian and Edith Rosenbaum Leonian Photography Curator, nuova posizione istituita dal museo per sviluppare il settore fotografico) con Michael Almereyda e Susan Kismaric, la mostra
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