Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

La «stanza grigia» degli spazi in via San Francesco di Sales. Foto: Roberto Fellicò

Image

La «stanza grigia» degli spazi in via San Francesco di Sales. Foto: Roberto Fellicò

A tutto VOLUME! tra bianco e penombra

Gli spazi romani di via San Francesco di Sales sono stati trasformati in un’architettura duale, due ambienti in un unico ambiente: uno in penombra, l’altro caratterizzato dal bianco assoluto

Redazione GdA

Leggi i suoi articoli

La fondazione VOLUME! è stata, sin dalla nascita, qualcosa di non comune. Non tanto per la sua caratteristica apparentemente principale (permettere a ogni artista di modificare in totale libertà lo spazio), quanto per la ricercata sequenza narrativa, una struttura fatta di interventi sempre diversi, pensati per creare una concatenazione di impressioni ed emozioni in dialogo tra loro.

Negli anni ha dato agli artisti la possibilità di costruire liberamente la propria «storia», svincolata da imposizioni o esigenze di mercato, e ha permesso ai fruitori di decodificarla e ricodificarla in una loro personale interpretazione, costruita su uno spazio che cambiava di volta in volta. Partendo da questa premessa e dalla contingenza sanitaria, Francesco Nucci ha rimesso in gioco il format della sua fondazione e chiesto agli artisti di seguirlo in una nuova sfida.

Gli spazi di via san Francesco di Sales sono stati trasformati in un’architettura duale, due ambienti in un unico ambiente: uno in penombra, l’altro caratterizzato dal bianco assoluto. Il primo, ampio, è una sorta di misteriosa sala d’attesa, uno spazio familiare e straniante, capace di variare nel tempo seppure in maniera minima; il secondo, privo di spigoli, è l’acme di una narrazione intima, dove si deve entrare in assoluta solitudine.

In questa stanza la narrazione rallenta il ritmo e spinge verso una pausa riflessiva: qui la solitudine ci costringe a un rapporto personale con la mente dell’artista, trasportandoci in un mondo parallelo in compagnia di sé stessi e dei propri pensieri. Questi gli intenti spiegati in un breve saggio che accompagna i primi appuntamenti iniziati lo scorso dicembre con Catherine Biocca (a cura di Lorenzo Benedetti), cui seguiranno Davide Dormino (a fine febbraio) e altri artisti internazionali.
 

La «stanza grigia» degli spazi in via San Francesco di Sales. Foto: Roberto Fellicò

La «stanza grigia» degli spazi in via San Francesco di Sales. Foto: Roberto Fellicò

La «stanza bianca» degli spazi in via San Francesco di Sales. Foto: Roberto Fellicò

Redazione GdA, 03 marzo 2022 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Fino al 6 settembre 2026, la Serpentine ospita la prima grande mostra pubblica di Cecily Brown nel Regno Unito dal 2005. L’artista britannica presenta nuovi dipinti, insieme a opere chiave, monotipi e disegni recenti, in un dialogo tra astrazione e figurazione ispirato ai Kensington Gardens

Dall'11 aprile al 31 maggio 2026, la galleria presenta una mostra collettiva che mette a confronto due generazioni artistiche. L’esposizione include una selezione di opere di Marion Baruch prodotte negli ultimi quindici anni e lavori inediti di Leonardo Meoni, concepiti come risposta alla sua pratica

Lo scultore ceco mette in scena opere grottesche e surreali che sfidano lo spettatore, esplorando temi di violenza, potere e tecnologia. La mostra «ARTOCALYPSA» a Venezia raccoglie tre decenni di carriera, dai lavori storici alle nuove creazioni

IED Milano ed EMERGENCY portano a Casa EMERGENCY un’installazione interattiva che mette il pubblico al centro delle storie di guerra, tra vicinanza e distanza, fino al 2 aprile 2026

A tutto VOLUME! tra bianco e penombra | Redazione GdA

A tutto VOLUME! tra bianco e penombra | Redazione GdA