A Trieste la conoscenza viaggia sul veliero

Nel Castello di Miramare 150 opere raccontano la spedizione scientifica della Fregata Novara

«La Fregata Novara in alto mare» di Alexander Kircher (attribuito), Vienna, Heeresgeschichtliches Museum
Melania Lunazzi |  | Trieste

Prende spunto dal titolo di un’opera fondamentale del geografo e naturalista tedesco Alexander von Humboldt (1769-1859) la mostra «Kosmos. Il veliero della conoscenza» allestita negli spazi delle Scuderie del Castello di Miramare dal 21 dicembre al 16 giugno 2024. Il grande naturalista fu uno dei sostenitori della spedizione della Fregata Novara partita da Trieste il 30 aprile 1857 per un viaggio memorabile ed epico attorno al mondo e promossa dall’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Austria, a cui la mostra rende indirettamente omaggio. Nato come nave da guerra nell’Arsenale di Venezia, il veliero Novara era stato convertito a imbarcazione scientifica per circumnavigare il globo attraverso i cinque continenti, con a bordo selezionati studiosi al posto degli originari cannoni.

«La mostra, spiega Andreina Contessa, direttrice del museo di Miramare, parte proprio dal viaggio del veliero Novara per coglierne l’essenziale spirito di esplorazione sponsorizzato da Massimiliano d’Asburgo e documentato dalla ricchezza di volumi di astronomia, geografia e scienze presenti nella biblioteca del Castello di Miramare che dimostrano come fossero allora aggiornati su quanto andava accadendo in Europa e nel mondo. Quei volumi, assieme a molti altri oggetti e manufatti provenienti da diversi musei, soprattutto di Trieste e di Vienna, ci hanno offerto la possibilità di contestualizzare il viaggio da un punto di vista culturale ma anche politico, commerciale, coloniale per relazionarlo con un’idea di esplorazione scientifica più contemporanea».

Centocinquanta le opere esposte nel percorso, tra le quali i dipinti e disegni del pittore austriaco Joseph Selleny, ingaggiato a bordo per documentare il viaggio, e gli approfondimenti dedicati a ciascuno degli esperti componenti la spedizione. Ma sono soprattutto reperti naturalistici, oggetti etnografici, strumenti storici di navigazione e rilevamento dati, utensili scientifici, fotografie e libri pregiati, provenienti dai viennesi Albertina Museum, Heeresgeschichtliches Museum e Weltmuseum, dalla Biblioteca del Museo Civico di Storia Naturale di Milano e dai triestini Civico Museo di Storia Naturale, Civico Museo Sartorio, Biblioteca Civica Attilio Hortis, a restituire lo spirito di quel viaggio: «Tra questi, continua Contessa, sono esposte per la prima volta le panoplie dello scalone d’onore del Castello di Miramare, collocate da sempre a un’altezza irraggiungibile e poco visibile». Il percorso include installazioni digitali, modelli in scala e diorami per restituire l’esperienza della vita a bordo di una nave adattata con quelle finalità scientifiche.

Accanto alla parte storica che racconta la spedizione, la mostra ha allacciato fertili collaborazioni con diverse istituzioni museali e di ricerca scientifica (Università degli Studi di Trieste, Civico Museo del Mare di Trieste, Fondazione Internazionale Trieste, Sissa, Ogs) che, oltre a offrire importanti contributi per la monografia che correda la mostra, hanno permesso di leggere il viaggio in chiave contemporanea. «Come sottotema della mostra, aggiunge Contessa, emerge l’importanza di raccogliere, interpretare e condividere i dati che è il tema che accompagna la nascita della scienza fino ad oggi. L’anelito che spinge l’uomo al viaggio può essere un veliero sulle onde ma anche la ricerca delle microparticelle del Cern o lo sguardo verso il macrocosmo, nello spazio e nelle galassie».

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