A lezione da Raffaello

All'Accademia di San Luca 55 opere illustrano il ruolo giocato dall’istituzione romana nella diffusione del culto del pittore

Achille Funi, «Il ferrarese» o «Autoritratto con antichi maestri», 1962
Arianna Antoniutti |  | Roma

L’Accademia di San Luca possiede due opere legate al nome di Raffaello Sanzio: l’affresco staccato con «Putto reggifestone» attribuito all’Urbinate, lascito testamentario nel 1834 del pittore Jean-Baptiste Wicar, e la pala «San Luca che dipinge la Vergine» tradizionalmente riferita a Raffaello.

Attorno a questi due dipinti si dispiega la mostra «Raffaello. L’Accademia di San Luca e il mito dell’Urbinate» curata da Francesco Moschini, Valeria Rotili e Stefania Ventra, visibile fino al 5 marzo 2021. Cinquantacinque opere illustrano il ruolo giocato dall’istituzione romana nella diffusione del culto del pittore, con esempi che giungono sino al Novecento.

Due inediti confronti aprono la mostra: accanto alla pala con san Luca sarà visibile la copia della stessa eseguita nel 1623 da Antiveduto Gramatica, oggi conservata nella Chiesa dei Santi Luca e Martina al Foro Romano, mentre dal Musée Gustave Moreau di Parigi proviene la copia che Moreau nel 1858 realizzò del «Putto reggifestone», per l’occasione sottoposto a nuove indagini conoscitive.

Chiude la mostra una selezione di opere in cui sono i grandi pittori dell’Accademia di San Luca a guardare al magistero di Raffaello: da Angelika Kauffmann a Francesco Podesti, ad Achille Funi che nel 1962 si ritrae accanto alla «Velata» di Palazzo Pitti (nella foto).

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