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Virtus Zallot
Leggi i suoi articoliProtagonista dell’ultimo libro di Chiara Frugoni (1940-2022) è la vita che dentro e intorno al letto nasce e si svolge. Per rievocarla, come di consueto, Frugoni intreccia testimoni iconografici e fonti scritte, ricorrendo soprattutto alle miniature che illustrano alcuni degli episodi citati, cosicché il letto raffigurato e quello raccontato coincidono. Tale evenienza anima entrambi: la miniatura aggiunge infatti informazioni che il testo necessariamente trascura poiché, se anche convoca i suoi personaggi in camera, raramente ne descrive l’arredo e l’uso.
La traduzione iconografica documenta invece contesti materiali e funzioni. Guidati dallo sguardo acuto di Frugoni, accompagnati dalla sua prosa sciolta, veniamo a conoscere tante storie di letti in tante stanze da letto. Scopriamo che i letti medievali erano solide strutture lignee imbottite e attrezzate, ma anche, in circostanze particolari, elementari o improvvisati giacigli. Quelli dei benestanti avevano testiere con scaffale, materassi morbidi, voluminosi cuscini, coltri calde e talora preziose, biancheria candida e cortine a creare un tiepido rifugio entro le stanze che i camini non bastavano a scaldare. Per preservare i vestiti e liberarsi dai parassiti, gli uomini medievali vi si infilavano nudi, ma con berretto o cuffia per proteggere la testa che rimaneva fuori.
Al letto si accostavano lunghi cassoni che fungevano da armadio orizzontale e da panca, dove sedersi a riposare, lavorare e chiacchierare. La camera era infatti frequentata anche di giorno ed era attrezzata per mangiare e per ricevere. Le donne vi partorivano e vi rimanevano, assistite, per quaranta giorni. Si ospitava in camera da letto, ma anche entro il letto, condiviso con coniugi, amanti, familiari. I letti erano affollati sia nelle case che nelle locande: ciò spiega la ricorrente iconografia che vede i tre magi dormire insieme.
A letto si faceva l’amore, spesso con disinvolta intraprendenza, eludendo le molte restrizioni che la Chiesa imponeva anche ai coniugi. Frugoni cita amplessi proposti e imposti, allegramente condivisi o rifuggiti, leciti e proibiti. Non riferisce invece di letti di morte, forse perché la morte non ha concesso a lei il tempo di farlo. Il libro, postumo e più snello di altri, ma totalmente autografo, è colmo di vitalità e di vissuti: perché sempre il letto è pronto «a ospitare uomini e donne desiderosi di deporvi fatiche, pensieri ed emozioni».
A letto nel Medioevo. Come e con chi,
di Chiara Frugoni, 168 pp., 65 ill. col., Mulino, Bologna 2022, € 22
«Il concepimento di Merlino», Parigi, Bibliothèque nationale de France
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