A colazione con Cranach

Fabiani Arte propone il 18 settembre 200 lotti di arte moderna e contemporanea: da Picasso a Sironi, da Schifano a Christo

«Running Fence (Project for Sonoma County and Marina County, California)» (1975) di Christo. © Fabiani Arte
Arianna Antoniutti |  | Montecatini Terme

Il 18 settembre Fabiani Arte, casa d’aste di Montecatini Terme (Pt), propone a collezionisti e appassionati un’accurata selezione di «Arte moderna e contemporanea». A partire dalle ore 15.30, sono battuti 200 lotti che spaziano fra arte grafica, scultura e pittura, soprattutto di artisti italiani ma con interessanti e consistenti presenze straniere.

Nella sezione di grafica d’arte, ad esempio, è proposta un’acquaforte del 1968 di Pablo Picasso, «Senza titolo», stimata 8-12mila euro, accanto alla litografia di Alberto Savinio «Amore e Psiche» del 1944 (1.500-2.500), e a «Figure» (1925-30), matita su carta di Mario Sironi (5-6mila). Fra le sculture, un soggetto femminile caro a Giacomo Manzù, «Donna che guarda», bronzo del 1969, è stimato 25-35mila euro, e una «Figura femminile», questa volta in pietra, di Pietro Cascella è proposta a 12-16mila.

Ma è la pittura la grande protagonista dell’asta con numerosi nomi del panorama internazionale come A.R. Penck con un olio su tela del 1974, «Senza titolo» (45-55mila) e Georges Mathieu con l’acrilico su tela del 1990 «Ombres sourdes» (80-120mila). Fra gli italiani si segnalano la «Conversazione con i pittori (Colazione con la dama di Cranach)» realizzata nel 1973 da Renato Guttuso ad acrilici e carbone su carta intelata (70-90mila), la «Natività» di Emilio Scanavino, olio su tela del 1953 (75-85mila), e quattro opere di Schifano, tra cui lo smalto su tela «Senza titolo» del 1974-78, stimato 16-20mila.

La pittura di Forma 1 è richiamata dalle presenze di Achille Perilli e Carla Accardi, dei quali sono presentate, rispettivamente, «Phantom» del 1977, tecnica mista su tela (15-18mila), e «Ombrello gialloblu», vinilico su tela del 1999 (22-26mila). In asta anche un nucleo di opere di Piero Dorazio: acquerelli (4.500-5.500) e oli su tela, come «Eire» del 1997 (11-13mila) e «Sotto inteso», ovale del 1986 (35-45mila).

Accanto alla natura artificiale di Piero Gilardi, composta da ciottoli, foglie e conchiglie, di «Playa del sur», poliuretano in teca di plexiglas degli anni Duemila (8-12mila), trova spazio «Pianoforte», intervento del 2002 su pianoforte di Giuseppe Chiari (12-15mila), il «Pianoforte» di Mario Ceroli, assemblaggio in legno dipinto degli anni Ottanta (12-18mila), «Crash bottle-Happening performance» del 2003 di Shozo Shimamoto (55-65mila) e «Amazzonia XXX» di Jorge Eduardo Eielson (25-30mila).

Fra i pezzi più importanti, infine, spicca «Running Fence (Project for Sonoma County and Marina County, California)» di Christo (1975), tecnica mista e tessuto su cartone, in teca di plexiglas (200-300mila). L’opera è corredata da un pannello con otto fotografie in teca di plexiglas firmate Dante Bighi (Hommage to Christo: Running Fence 1972-76 Sonoma and Marina County, California). L’installazione «Running Fence» fu realizzata da Christo e Jeanne-Claude il 10 settembre 1976. La struttura, alta 5,5 metri e lunga 39,4 chilometri, si estendeva nei pressi dell’autostrada 101 a nord di San Francisco.

© Riproduzione riservata «Ombrello gialloblu» (1999) di Carla Accardi. © Fabiani Arte «Playa del sur» (anni 2000) di Piero Gilardi. © Fabiani Arte
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