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Mostre

A Ca' Pesaro i britannici contemporanei senza respiro

La realtà dell'arte contemporanea a Londra con opere in gran parte inedite di dieci artisti

Un'opera di Nicolas Deshayes

Venezia. Non ha certo l’ambizione, a distanza di più di vent’anni, di ripetere i fasti di «Sensation: Young British Artists from Saatchi Collection» eppure è sul quel solco che si colloca la mostra «Breathless. Senza respiro. Arte contemporanea a Londra» in programma al Museo d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro di Venezia dal 19 ottobre al primo marzo, per la cura di Norman Rosenthal e Harry Woodlock e il supporto di British Council.

Rosenthal sostiene che «nonostante tutti gli enormi problemi che i giovani artisti affrontano e hanno sempre affrontato a Londra e altrove, la cosa migliore è che la creatività e l’originalità continuano a prosperare secondo modalità interessanti e persino sorprendenti».

Da parte sua Woodlock nel suo saggio scrive: «“Breathless” esplora la realtà dell’arte contemporanea in uno dei centri più sviluppati del capitalismo globale. Negli ultimi quarant’anni la vita per un giovane artista metropolitano è diventata sempre più dura: gli autori sono soggetti a richieste del libero mercato, costi di vita sempre crescenti e disintegrazione dei legami sociali... Ciò ha accelerato e ha creato uno stato di esaurimento vitale che è allo stesso tempo urgente per il futuro della produzione culturale e rilevante per chiunque abbia un interesse per l’espressione artistica».

Spazio quindi alla creatività dei giovani, nella pittura e nella scultura come nel video e nella fotografia e senza escludere la performance e le installazioni. Oltre una decina gli autori selezionati, in gran parte presenti a Ca’ Pesaro con opere inedite (40 in tutto, tra cui 5 lavori site specific commissionati per l’occasione): Larry Achiampong, Alice Channer, Matt Copson, Nicolas Deshayes, Ed Fornieles, Anthea Hamilton, Celia Hempton, Evan Ifekoya, Lydia Ourahmane, Eddie Peake, Prem Sahib, Victoria Sin e Issy Wood.

Con questa iniziativa, ha annotato Elisabetta Barisoni, direttrice di Ca’ Pesaro, si vuole ribadire il ruolo di un museo non più confinato al XX secolo, ma aperto all’arte contemporanea.

Lidia Panzeri, da Il Giornale dell'Arte numero 401, ottobre 2019


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