A Bruxelles gli sguardi della de Borchgrave e Picasso astratto

Due allestimenti simultanei ai Musées Royaux des Beaux-Arts, per una delle più influenti artiste belghe contemporanee al cospetto di Frida Kahlo e per un aspetto poco approfondito del maestro spagnolo

«Squelettes Autel des Morts» (2020), di Isabelle de Borchgrave. © Courtesy of the artist.  Foto: Jean-Pierre Gabriel
Elena Franzoia |  | Bruxelles

Sono due le mostre ospitate, entrambe dal 14 ottobre al 12 febbraio, dai Musées Royaux des Beaux-Arts de Belgique. «Miradas de mujeres. Isabelle de Borchgrave X Frida Kahlo» è l’omaggio che una delle artiste più influenti della scena belga contemporanea offre alla «collega» messicana, cui la lega l’amore per tessuti e colori e la condizione di donna artista.

L’affrancamento dagli stereotipi di genere accomuna infatti Kahlo e Borchgrave, anche se con questo particolare tributo, che ha richiesto tre anni di lavoro e 4 chilometri dei suoi materiali prediletti, carta e cartone, Borchgrave si concentra sulla gioia di vivere che traspare dall’opera e dall’iconica residenza di Frida, la Casa Azul, qui trasformata nella teatrale ed esperibile ambientazione in cui disporre 40 outfit dell’artista messicana ricreati in carta.

Realizzata in collaborazione con il Musée national Picasso-Paris nell’ambito del progetto «Picasso Celebration 1973-2023», «Picasso e l’astrazione» indaga invece attraverso più di 140 opere un tema poco approfondito della lunga e feconda carriera dell’artista. La mostra è curata da Michel Draguet, direttore generale dei musei, e Joanne Snrech, curatrice del settore dipinti al Musée national Picasso-Parigi.

Benché l’artista spagnolo si sia sempre dichiarato un detrattore dell’Astrattismo, la pittura non figurativa riemerge spesso nella sua produzione, dai primi esperimenti cubisti a opere che gli stessi artisti americani hanno riconosciuto come antesignane dell’Action painting. Altro tema portante, molto documentato nel museo parigino, è costituito dallo studio dell’artista, concepito come laboratorio in cui affinare il processo creativo attraverso stampe e disegni dall’inconfondibile fascino grafico, come dimostra la prova litografica «Figura» del 1948.

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