90 capolavori da 90 a Palazzo degli Alberti

Un percorso da Lippi a Caravaggio, nuovi impianti, nuovo accesso e un deposito per le oltre 50 opere non esposte. Il nuovo tassello del Progetto Cultura di Intesa Sanpaolo

 «Coronazione di spine» (1602-03) attribuito a Caravaggio, Cortesia di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. in L.C.A. «La Fiducia in Dio» (1836-50) di Lorenzo Bartolini, Cortesia di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. in L.C.A. Una veduta dell’allestimento rinnovato a Palazzo degli Alberti, Prato «La Madonna col Bambino»  (1436 ca) di Filippo Lippi (particolare), Cortesia di Banca Popolare di Vicenza S.p.A. in L.C.A.
Elena Franzoia |  | Prato

Riapre dopo tre anni di lavori, con allestimento e percorso espositivo ampliati e rinnovati, la Galleria di Palazzo degli Alberti a Prato, dal 1984 sede espositiva delle collezioni d’arte di Cariprato acquisite dal 2003 dalla Banca Popolare di Vicenza, attualmente in L.C.A. Palazzo degli Alberti, proprietà dell’istituto bancario pratese fin dal 1870, confluito nel 2017 nel patrimonio architettonico di Intesa Sanpaolo.

Si deve dunque al Progetto Cultura del Gruppo torinese la recente operazione di valorizzazione. Il percorso espositivo, di impianto cronologico, è stato curato da Lia Brunori (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per Firenze, Pistoia e Prato) e propone 90 delle 142 opere della collezione, il cui nucleo iniziale risale agli anni Trenta, ma le più importanti acquisizioni datano agli anni Settanta.

Spiccano la piccola «Madonna con Bambino» di Filippo Lippi, anche a Prato amatissimo protagonista del primo Rinascimento, lo splendido «Crocifisso in cimitero ebraico» di Giovanni Bellini, dalla rarissima iconografia, e «L’incoronazione di spine» attribuita a Caravaggio, oltre a una rilevante sequenza di opere del Seicento toscano (firmate, tra gli altri, da Francesco Furini, Cesare Dandini, Carlo Dolci e Sustermans) raccolte per Cariprato negli anni Settanta e Ottanta dal lungimirante Giuseppe Marchini.

Da segnalare la scultura del pratese Lorenzo Bartolini, attivissimo con la sua bottega per i viaggiatori ottocenteschi del Gran Tour. La Galleria ne presenta opere di tema sia sacro sia profano legate a questa colta e internazionale clientela, come le celebri «La Fiducia in Dio» e «La Ninfa dello Scorpione». I lavori di adeguamento della sede espositiva hanno riguardato i complessi aspetti impiantistici, la creazione di un nuovo accesso e di un deposito destinato alle oltre 50 opere non esposte.

Altrettanto complessa la collaborazione istituzionale, che ha portato Intesa Sanpaolo a «un risultato importante raggiunto grazie al lavoro costantemente condiviso con Banca Popolare di Vicenza S.p.A. in L.C.A., la Soprintendenza competente e il Comune di Prato, in un clima di forte sinergia tra istituzioni pubbliche e realtà private», sottolineaMichele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo.

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