9 milioni di euro e 7 anni di lavoro per il ponte di Bassano

Una mostra ai Musei Civici ripercorre la storia di questa eccezionale opera lignea

«Capriccio con edifici palladiani», 1750 ca, di Antonio Canaletto. Parma, Complesso Monumentale della Pilotta.
Camilla Bertoni |  | Bassano

«Un restauro lungo e complesso, costato nove milioni di euro e sette anni di lavoro»: così Vincenzo Tinè, soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Verona, Vicenza e Rovigo sintetizza quanto sta alle spalle della mostra «Palladio, Bassano e il Ponte. Invenzione, storia, mito», di cui è curatore insieme a Guido Beltramini, Barbara Guidi e Fabrizio Magani.

La mostra, ai Musei Civici fino al 10 ottobre, racconta la storia del ponte che Palladio disegnò dopo la piena del 1567 e la complessità dell’ultimo intervento di restauro che segue i dieci avvenuti nel corso del ’900 e i molti nei secoli precedenti.

«Due i temi intorno a cui si svolge la mostra, spiega Tinè. Il primo riguarda le problematiche di restauro di un’opera in legno che per definizione non può conservarsi come un manufatto in pietra, costringendo a confrontarsi con l’idea astratta del mantenimento filologico e imponendo continue varianti nelle scelte in equilibrio tra il mantenimento della forma a scapito di una materia che in questo caso non è più quella originale. Il secondo tema è quello della lettura in senso antropologico del ponte e del valore identitario percepito in esso dalla comunità. Un valore indagato, aggiunge, anche attraverso il confronto con quanto accaduto al ponte Morandi di Genova».

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