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Talentuosi ma dimenticati

San Marcello Fogolino e Francesco Verla

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Redazione GdA

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In seguito alla collaborazione con i Musei Civici di Vicenza e in particolare con la Pinacoteca di Palazzo Chiericati, dall’8 luglio al 5 novembre il Castello del Buonconsiglio ospita la mostra «Ordine e bizzarria: il Rinascimento di Marcello Fogolino», dedicata a un pittore notevolissimo, la cui fama fu offuscata dalle vicende biografiche (la condanna per l’omicidio di un barbiere commesso, pare, con il fratello Matteo, la messa al bando, l’attività di spionaggio a favore della Serenissima).

Con Girolamo Romanino e i fratelli Dosso e Battista Dossi, Fogolino contribuì alla decorazione del Palazzo Magno (1528-33), nuova dimora del principe vescovo Bernardo Cles, presso il quale l’artista trovò fama, commissioni (in mostra il periodo trentino è illustrato con opere di chiese del territorio e dalle collezioni del museo) e protezione. Allievo di Bartolomeo Montagna a Vicenza, dove lasciò opere importanti in chiese cittadine, lavorò anche a Venezia (con adesione alle novità introdotte da Paolo Veronese), nel natìo Friuli e ad Ascoli Piceno.

La mostra, curata da Giovanni Carlo Federico Villa, Laura Dal Prà e Marina Botteri, riunisce pale d’altare provenienti dal Rijksmuseum di Amsterdam, dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia, dalla Pinacoteca Nazionale di Siena e da Palazzo Chiericati di Vicenza, mentre le rare incisioni giungono dal Museo Statale di Dresda.

Contemporaneamente, nel Museo Diocesano Tridentino, è aperta, a cura di Domizio Cattoi e Aldo Galli, «Il Rinascimento di Francesco Verla. Viaggi e incontri di un artista dimenticato», prima mostra dedicata al «dimenticato» pittore vicentino (1470-1521) e che riunisce gran parte delle sue opere: dalle pale d’altare ispirate al Perugino ai fregi a grottesche.
 

Redazione GdA, 05 luglio 2017 | © Riproduzione riservata

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