Una scultura lignea con san Giorgio e il drago, Hildesheim, Dommuseum. Fotografia di Stefan Kube © Dommuseum

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Una scultura lignea con san Giorgio e il drago, Hildesheim, Dommuseum. Fotografia di Stefan Kube © Dommuseum

La svolta epocale della scultura tedesca

Attorno al 1400 la fioritura di un’arte protagonista nel panorama europeo

Che cosa succedeva in Germania attorno al 1400, quando in Italia Ghiberti e Brunelleschi erano impegnati a diffondere il linguaggio della nuova arte rinascimentale?

Un’importante testimonianza di quest’epoca affatto buia e poco studiata da noi è offerta dai tesori religiosi delle città di Lüneburg, ricca affiliata alla Lega Anseatica a ridosso di Amburgo e della costa settentrionale, e di Hildesheim, importante sede vescovile della Bassa Sassonia poco distante da Hannover.

Due mostre, organizzate rispettivamente al Landesmuseum Hannover (fino al 23 febbraio) e al Dommuseum Hildesheim (dal primo ottobre al 2 febbraio), ce le raccontano pressoché in contemporanea.

Anche il titolo è comune, «Zeitenwende 1400» (Svolta epocale 1400) e sta a indicare l’importante momento di transizione, trasformazione e fioritura di un’arte tedesca che entra nel novero delle protagoniste nel panorama europeo.

Ad Hannover, e non a Lüneburg dove fu creato dai più talentuosi scultori del legno e pittori del Nord, è possibile vedere per la prima volta dopo lo storico smembramento in più elementi sparsi ai quattro angoli del pianeta, la ricomposta Tavola d’oro («Goldene Tafel») dall’altare maggiore dell’abbazia benedettina di St. Michael, accompagnata da preziosi prestiti internazionali di arte coeva; al museo della celeberrima Cattedrale di Hildesheim si racconta, attraverso le riproduzioni delle favolose fabbriche di architettura religiosa nordica, i manoscritti, i dipinti e le raffinate sculture lignee, la storia di una città di respiro internazionale, in posizione strategica nella rete europea degli scambi commerciali e culturali.

Una scultura lignea con san Giorgio e il drago, Hildesheim, Dommuseum. Fotografia di Stefan Kube © Dommuseum

Francesca Petretto, 01 ottobre 2019 | © Riproduzione riservata

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