«Femme lançant une pierre» (1931), di Pablo Picasso (particolare). © RMN | Grand Palais | Mathieu Rabeau. © Succession Picasso 2022

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«Femme lançant une pierre» (1931), di Pablo Picasso (particolare). © RMN | Grand Palais | Mathieu Rabeau. © Succession Picasso 2022

La Preistoria, ispiratrice di Picasso

Una quarantina di opere tra sculture, pitture, disegni e ceramiche approfondiscono il tema al Musée de l’Homme, in un percorso in cinque sezioni

Nell’ambito della rassegna «Picasso Celebration 1973-2023» organizzata da Francia e Spagna per il 50mo anniversario della morte del padre del Cubismo, scomparso l’8 aprile 1973 a 91 anni (con eventi in tutta Europa e nel Nord America), il Musée de l’Homme propone «Picasso e la Preistoria» (8 febbraio-12 giugno) in cui sono allestite, in un percorso in cinque sezioni, una quarantina di opere tra sculture, pitture, disegni e ceramiche che mostrano fino a che punto l’arte preistorica ha nutrito l’opera del maestro andaluso.

Nulla attesta, spiega il museo parigino, che Picasso visitò siti preistorici come le grotte d’Altamira, coperte di pitture rupestri di età paleolitica, scoperte nel 1879, due anni prima della nascita di Picasso. Ma la folgorante modernità estetica di quei disegni influenzò le giovani sperimentazioni cubiste e surrealiste dell’epoca.

Gli scatti del fotografo di origine ungherese Brassaï (1899-1984), realizzati nello studio di rue des Grands-Augustins a Parigi dove Picasso lavorò durante la guerra, mostrano la presenza di una vetrina con due copie della Venere di Lespugue, una statuetta del Paleolitico superiore rinvenuta nel 1922, che rappresenta una figura femminile dalle forme generose (conservata nello stesso Musée de l’Homme).

La mostra allestisce opere di Picasso in dialogo con vestigia del passato che l’artista conosceva anche grazie alle riproduzioni viste sui «Cahiers d’art», rivista d’arte e archeologia fondata nel 1926 da Christian Zervos, critico d’arte amico di Picasso. Tra le opere esposte «Donna che lancia una pietra» (1931) con il corpo destrutturato, composto di pietre e ossa, e la «Venere del gas» (1945), realizzata a partire da un fornello di cucina a gas messo in posizione verticale.

La mostra esplora il modo in cui Picasso rivisitò semplici oggetti della natura, come il ciottolo che si trasforma in Testa di morto. È esposta anche l’impronta che Picasso realizzò della propria mano nel 1936 con la tecnica calcografica della maniera allo zucchero su lastra di zinco che ricorda i negativi delle impronte di mani lasciate sulle pareti delle grotte dai nostri antenati.

«Femme lançant une pierre» (1931), di Pablo Picasso (particolare). © RMN | Grand Palais | Mathieu Rabeau. © Succession Picasso 2022

Luana De Micco, 06 febbraio 2023 | © Riproduzione riservata

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