«In the Studio, December 2017» (particolare), donato da David Hockney alla Tate nel 2018. © David Hockney

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«In the Studio, December 2017» (particolare), donato da David Hockney alla Tate nel 2018. © David Hockney

Hockney vive a Hollywood ma dona a Londra

Dopo vari rinvii per la pandemia si conclude, con l’unica tappa francese al Musée Granet, il tour di mostre delle opere dell’artista britannico di proprietà della Tate

Il Musée Granet allestisce un centinaio di opere di David Hockney grazie a un importante prestito della Tate di Londra che, anche per via dei doni ripetuti del pittore britannico (Bradford, 1937), possiede una ricca collezione delle sue opere, tra cui alcune tele emblematiche come «Man in Shower in Beverly Hills» (1964), «Mr and Mrs Clark and Percy» (1971-72) e «My parents» (1977), tutte esposte, ma anche 39 opere grafiche (dal 1983 al 1991) e le incisioni della serie «Moving Focus».

Aix è l’ultima tappa della grande retrospettiva itinerante, dal titolo «David Hockney. Collezione della Tate», già presentata a Bruxelles, Vienna e Lucerna, che si tiene dal 28 gennaio al 28 maggio, dopo molteplici rinvii dovuti alla pandemia. Malgrado le difficoltà, gli organizzatori non hanno voluto rinunciare alla sola tappa in Francia, anche perché Hockney, il re della Pop art, e per alcuni mesi anche l’artista vivente più quotato al mondo (nel novembre 2018, il suo «Portrait of an Artist» è stato aggiudicato da Christie’s per 90,3 milioni di dollari, cifra poi superata nel marzo 2019 dal «Rabbit» di Jeff Koons venduto per 91,1 milioni), soggiorna regolarmente in Normandia dal marzo 2019.

Durante i lockdown è del resto nel suo atelier di un borgo bucolico di questa regione del Nord che ha realizzato una serie di dipinti ispirati alla campagna normanna e alle sue case tradizionali esposta a Parigi e a Bruxelles. La mostra di Aix, organizzata in nove sezioni, affronta tutte le tecniche che Hockney ha utilizzato nella sua lunga carriera, dalla pittura al disegno, dalla grafica alla fotografia.

Sin dai primi lavori sperimentali, negli anni al Royal College of Art di Londra, allestiti in apertura di percorso, traspaiono gli elementi imprescindibili dell’opera dell’artista: l’interesse per la figura umana, la libertà concettuale, il pluralismo stilistico, la curiosità per le nuove tecnologie. Ne è un esempio un lavoro recente, «In The Studio, December 2017», un disegno fotografico nato dal collage di oltre 3mila fotografie digitali in cui l’artista si rappresenta nel suo studio di Hollywood circondato dai suoi quadri.

«In the Studio, December 2017» (particolare), donato da David Hockney alla Tate nel 2018. © David Hockney

Luana De Micco, 27 gennaio 2023 | © Riproduzione riservata

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