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Fanciulli irrequieti e collezioni regali

I punti di forza della Galleria Sabauda

L’irrequietezza e la vivacità dell’infanzia erano le stesse nell’Inghilterra del Seicento e nella Parigi della Belle Époque. A dimostrarlo sono due dipinti esposti nella Galleria Sabauda fino all’8 gennaio: «I figli di Carlo I d’Inghilterra» di Anton van Dyck del 1635 e il «Ritratto del piccolo Subercaseaux» di Giovanni Boldini del 1891. Appartenente alla collezione della Galleria Sabauda (che comprende oltre 5mila opere datate dal XIV al XX secolo, tra cui 900 dipinti, 180 sculture e 6mila lavori grafici acquisiti tra Otto e Novecento), il primo dipinto è un ritratto ufficiale dei principini d’Inghilterra, commissionato da re Carlo I come dono da inviare ai parenti di casa Savoia.

Conservato nelle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, il secondo è invece il ritratto di uno dei due figli del diplomatico cileno Ramón Subercaseaux Vicuña, eseguito per amicizia dal pittore ferrarese nel proprio studio. Sfidando l’insofferenza dei bambini a stare in posa per ore, entrambi i pittori affidarono agli abiti preziosi ed eleganti l’atmosfera aulica delle rispettive composizioni, fissando negli sguardi vivaci e ribelli dei pargoli l’innocente esuberanza della fanciullezza.

Tra i prossimi appuntamenti del museo una retrospettiva sull’incisione olandese del Seicento con 33 fogli di artisti esposti dall’8 novembre al 26 febbraio. Fra tutti, Rembrandt, il maestro cui tutti guardarono, autore di suggestive raffigurazioni della campagna attorno ad Amsterdam e di vedute cittadine, abilissimo nell’uso della luce e del chiaroscuro, sottile conoscitore dell’iconografia classica, e poi Adriaen van Ostade, le cui scene di genere provano il suo sapiente uso del chiaroscuro e Jan Both, affascinato dai bucolici paesaggi nei pressi di Roma. Inoltre dettagliate vedute di Anthonie Waterloo, un suonatore di ghironda di Cornelis Visscher ispirato a un dipinto di Adriaen van Ostade, lavori di Paulus Potter, fondatore del genere animalista e altro ancora.

A seguire, dal 16 dicembre al 7 maggio, una mostra sulla collezione di Carlo Emanuele I di Savoia, che volle circondarsi di incisioni, dipinti, rilievi, affreschi, intagli, progetti di architetture, bronzi, miniature, sculture, libri figurati e curiosi, preziose legature, antichità e mirabilia.

Jenny Dogliani, 09 novembre 2016 | © Riproduzione riservata

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Fanciulli irrequieti e collezioni regali | Jenny Dogliani

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